Frati Minori di Sicilia: “La sfida della minorità, condivisione e cura del fratello”

Frati Minori di Sicilia: “La sfida della minorità, condivisione e cura del fratello”

I Frati Minori di Sicilia si sono incontrati per celebrare il ritiro di Quaresima. Per evitare assembramenti hanno scelto di dividersi: martedì i frati della Sicilia orientale a Messina presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes e a Palermo coloro che svolgono il loro servizio nella parte orientale dell’isola.
Giornate di riflessione, preghiera e fraternità. I francescani guidati dal Ministro Provinciale Fra Antonino Catalfamo si sono recati nelle sedi dell’incontro dopo aver ognuno fatto il tampone e osservando le norme anti-covid.
 A dare gli spunti per la preghiera e la meditazione personale è stato Fra Giuseppe Garofalo, segretario della Provincia del Santissimo Nome di Gesù e responsabile del Segratariato di Giustiza, Pace e Integrità del Creato. Il Frate partendo dalla Regola Bollata di San Francesco, si è soffermato sui capitoli IV e V: “Che i Frati non ricevano denari” e “Del modo di lavorare”.
“Una regola scritta nel 1223 riesce ancora ad interrogarci?” questo l’interrogativo che Fra Giuseppe ha voluto lanciare ai suoi confratelli.
“È chiaro– ha proseguito il francescano- che ciò che può dirci ancora tanto non è la forma ma la fonte, l’esperienza di Francesco. L’intuizione che sta a monte dell’esperienza francescana”.
Come il Vangelo, la regola dei Frati Minori non è uno scritto anacronistico, ma trasmette ancora oggi il desiderio di vivere un’esperienza di minorità, di condivisione e di custodia del fratello.
“Francesco d’Assisi non sceglie di aiutare semplicemente i poveri, ma di essere uno di loro.- afferma Fra Giuseppe – Questa è una scelta evangelica che trasmette l’esperienza di cura, di condivisione e di minorità che si legge nella Regola”.
Una sfida che i frati Minori del nostro tempo  e della nostra terra di Sicilia devono saper portare avanti per essere veri testimoni del Vangelo che hanno promesso di vivere.

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