Giornata mondiale dell’acqua. Il Papa: “è un dono, non una merce”

Giornata mondiale dell’acqua. Il Papa: “è un dono, non una merce”

“Per noi credenti, ‘sorella acqua’ non è una merce: è un simbolo universale ed è fonte di vita e di salute. Troppi fratelli, tanti, tanti fratelli e sorelle hanno accesso a poca acqua e magari inquinata! È necessario assicurare a tutti acqua potabile e servizi igienici. Ringrazio e incoraggio quanti, con diverse professionalità e responsabilità, lavorano per questo scopo così importante. Penso per esempio all’Università dell’Acqua, nella mia patria, a coloro che lavorano per portarla avanti e per far capire l’importanza dell’acqua. Grazie tante a voi argentini che lavorate in questa Università dell’Acqua”. Queste le parole di papa Francesco  pronunciate domenica dopo l’Angelus ricordando la Giornata mondiale dell’Acqua.

Si celebrata infatti ieri lunedì 22 marzo, in tutto il mondo, la Giornata dell’Acqua, per ridurre il più possibile il consumo di acqua e raggiungere i traguardi di sostenibilità ambientale. Ci sono Paesi dove l’accesso all’acqua potabile è un problema per larga parte della popolazione. L’Unicef afferma in una nota che nel mondo oltre 1,42 miliardi di persone – tra le quali 450 milioni di bambini – vivono in aree ad alta o altissima vulnerabilità idrica. “Questo significa che 1 su 5 bambini al mondo non ha abbastanza acqua per far fronte ai propri fabbisogni quotidiani”, afferma il Fondo dell’Onu per l’infanzia.

I dati della Nigeria sono particolarmente preoccupanti, con 26,5 milioni di bambini che sperimentano una vulnerabilità idrica alta o altissima – o il 29 per cento dei bambini nigeriani”, specifica l’Unicef. Si stima che circa 100mila bambini del Paese africano muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua. La crisi idrica del mondo non sta per arrivare – è già qui e i bambini ne sono le principali vittime”, ha detto Peter Hawkins, rappresentante dell’Unicef in Nigeria. Secondo il Fondo dell’Onu per l’infanzia, oltre l’86 per cento dei nigeriani non ha accesso a una fonte di acqua potabile gestita in modo sicuro.

Save the Children lancia l’allarme per la Somalia: a causa dell’intensificarsi della siccità, le fonti d’acqua si stanno prosciugando rapidamente lasciando il 70% delle famiglie senza acqua potabile. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per i più piccoli, migliaia di bambini sopravvivono grazie alla distribuzione di acqua con cisterne mobili e a pozzi non protetti e molti di loro sono costretti a lasciare le proprie case in cerca di nuove fonti. Senza un immediato intervento umanitario, è probabile che la crisi raggiunga il suo picco a giugno quando il numero di bambini e adulti che necessitano sostegno toccherà i 5,9 milioni, cioè un terzo della popolazione (700mila persone in più rispetto al 2020)

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