Voi mi cercherete

Voi mi cercherete

Dal Vangelo secondo Giovanni (8,21-30)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Riflessione Biblica di Fra Marcello Buscemi

“Io vado e voi mi cercherete”. Parole importanti, perché Gesù va incontro alla morte per la nostra salvezza: “Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32), e con la sua risurrezione va a prepararci un posto: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi” (Gv 14,3).

Ma, per ottenere tutto ciò, bisogna “cercare Gesù”: conoscere la sua identità mediante la fede che illumina e seguirlo con amore, rinnegando noi stessi e prendendo ogni giorno la croce insieme a lui. Noi conosciamo Gesù, egli si è rivelato ripetutamente a noi e sono diversi aspetti. Come luce: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Anzi, “in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini: la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,4-5). Lui è la vita: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Gv 11,25-26). Egli è la vita e la dona a chi vuole: “Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole” (Gv 5,21).

Di più: egli ci dona se stesso come cibo di vita eterna, per alimentare la nostra vita spirituale: “Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!” (Gv 6,33.35). Ma non basta conoscere la vera identità di Gesù: bisogna amarlo: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23), e seguirlo, dovunque egli ci conduce: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano” (Gv 10,27-28).

Riconosciamo Gesù come nostro Dio e Signore nostro (Gv 20,28), ma soprattutto seguiamolo con amore, “amandoci a vicenda come egli ci ha amato” (Gv 15,12)

Lettura esistenziale di Tiziana Frigione

Gesù a Gerusalemme continua a sostenere il diverbio, con Scribi e Farisei, per condurli alla verità. Continua oggi a dialogare con quelle nostre parti, indurite dall’egoismo, dal potere, dal desiderio di apparire, che ci fanno vivere , il qui ed ora, nella ricerca di soddisfare i nostri bisogni, nella incapacità di far spazio all’altro , di rinunciare alla nostra gloria.

E’ molto serio il discorso ed è necessario riconoscere quale logica seguiamo, se quella del mondo o quella di Dio, perché sono totalmente incompatibili. Non possiamo dichiararci solo a parole, uomini e donne di Dio, perché è il cuore a rivelare chi siamo veramente e lo fa quando diamo la nostra vita per amore, così come possiamo, in tutte quelle situazioni, della nostra piccola esistenza , in cui rispondiamo al male con il bene, quando nella ferita, il bisogno di amare vince e viviamo sentimenti sinceri, senza sorrisi di facciata. E’ l’amore che si rivela in noi, quando impariamo a spendere tutta la nostra vita , nella cura dell’altro e proprio nella nostra umanità sperimentiamo un amore che può venire solo da Dio. Sulla croce, dice Gesù, conosciamo l’amore di Dio, quello che sa andare fino alla fine e che si compie proprio nel male più estremo. Così noi sperimentiamo che sono le esperienze che ci feriscono di più , quelle che fanno sbocciare ancora di più l’amore, capace di trasformare proprio quel male in bene, in vita.

Possiamo cedere alle logiche del mondo e rispondere alle provocazioni, ai torti, ai tradimenti, con l’ingiustizia, l’indifferenza, l’egoismo,la falsità, ma così facendo non possiamo cercare Dio , non lo troviamo, rimaniamo intrappolati nel nostro male, perchè solo vivendo relazioni d’amore facciamo esperienza di Dio, amandolo in ogni fratello e sorella.

Oggi Gesù ci invita a riflettere sul nostro bisogno di cercare Dio , per scoprire dove lo incontriamo, per non fallire la ricerca andando verso una direzione sbagliata, quella che ci fa percepire una sensazione di vuoto, di mancanza di senso, di morte. E’ necessario capire veramente chi è Dio per poter andare con Gesù dal Padre, e non proiettare false immagini di Dio, del mondo, di noi stessi , piuttosto mettere come principio della nostra vita la verità. La buona notizia è che il Padre ci ama e siamo tutti uguali e figli, abbiamo la sua stessa vita.

La croce la costruiamo noi, quando ignoriamo la luce e lasciamo che il male ci determini, calpestiamo l’amore per far prevalere i nostri interessi, crocifiggiamo l’amore per sentirci padroni del mondo e non liberi in un sentire che ci guida sempre altrove, oltre le nostre miopi convinzioni. Noi abbiamo paura della morte, di non esistere, di essere niente e per questo ci chiudiamo nell’egoismo. Gesù ci dà una nuova rappresentazione della morte, dell’annullarci, dell’essere uccisi , che non è la fine di tutto, ma è compiere l’amore. Gesù compie tutto l’amore e ritorna al Padre, è un attraversamento, “io vado”, dopo aver realizzato tutta la sua missione, nel servizio per ognuno di noi.

La buona notizia è che siamo nati tutti dall’alto e possiamo cercare Dio in questa nostra umanità sofferente, ritrovare in lui il nostro volto, la nostra identità e contemplando la croce comprendere, ogni giorno un po’ di più, l’amore come rivelazione.

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