Scout. La Via Crucis del Reparto Me13  “sulle orme dei poveri”

Scout. La Via Crucis del Reparto Me13 “sulle orme dei poveri”

Micaela Mancuso guida del Me13 – Nei due giorni della settimana santa l’alta squadriglia del Me13, ha intrapreso l’hike di Pasqua: “La via della croce sulle orme dei poveri”.

Frate Giuseppe, Frate Minore del Santuario Nostra Signora di Lourdes in Messina e i Capi  del Gruppo Scout Me13, hanno organizzato una Via Crucis alternativa con delle stazioni speciali, per far conoscere a noi ragazzi posti a loro sconosciuti della nostra città, che ci ha permesso di scoprire e toccare con mano: povertà, svantaggiato e i “dimenticati”.

La Caronte è stata la prima stazione: qui Fra Giuseppe ha raccontato la storia di 4 uomini polacchi che vivendo perennemente in quel luogo hanno dovuto affrontare diverse sfide della vita. Spostandosi al Nettuno, la seconda stazione, l’alta ha incontrato Christian. Lui è un uomo “un pó filosofo, un pó folle”, che si definisce un vero e proprio cittadino del mondo (o addirittura un marziano!). Con la terza stazione abbiamo scoperto un altra faccia del Vittorio Emanuele: non il teatro che noi tutti conosciamo, ma la casa di 4 fratelli che hanno deciso di vivere lì trovando nel teatro un perfetto alloggio. Proseguendo il nostro sentiero sulle orme di Gesù, siamo arrivati al duomo, luogo d’arte e di socializzazione ma anche qui spesso incontriamo alcuni di loro, infatti esattamente al duomo Frate Giuseppe presenta all’alta uno dei fratelli che alloggia al Teatro, Giovanni. Un uomo molto simpatico che ama i saluti e lo stare insieme alla gente. Ma una cosa molto importante da dire è che loro non sono non del tutto abbandonati dalla città infatti l’ex sindaco Renato Accorinti  fece creare un luogo di accoglienza per la notte per tutte le persone bisognose “la casa di Vincenzo”, la nostra 5 stazione. L’attuale sindaco  Cateno De Luca, l’ha affidata alla Messina social city che continua l’opera di accoglienza iniziata dalla precedente amministrazione comunale. Continuando a camminare abbiamo raggiunto la Marittima, dove Fra Giuseppe ci ha introdotto nella stazione della Via Crucis descrivendoci quello come  luogo particolare dove purtroppo vige il degrado morale. La sera si appostano le prostitute, donne che nel loro volto leggi: violenze e umiliazione. Questa stazione è stata una delle più difficili da digerire per noi ancora adolescenti, ma è importante aprire gli occhi su ciò che ci circonda e fare coscienza e tesoro, delle parole di chi vuole aiutarci a conoscere.

Poco più lontano da quest’ultima stazione troviamo il luogo di “distribuzione”, dove ogni sera diverse associazioni preparano del  cibo da consegnare alle persone che  vivono per strada o vengono da diversi quartieri di Messina, inoltre il frate che trascorre la sua vita fra gli ultimi, ha raccontato che talvolta non sono solo i barboni a prendersi il cibo, ma anche chi ha voglia di mangiare in compagnia perchè non sopporta la solitudine: come Enzo. Un uomo ormai anziano che da quando sua moglie passò a miglior vita, passa le cene con loro per non restare da solo. Più che un luogo di distribuzione cibo è un luogo dove si distribuisce affetto e sorrisi.

Una delle stazioni più belle, è stata la “fontana Fs”, qui Fra Giuseppe ci ha mostrato una panchina dove un uomo di cui lui si prendeva cura e lo aiutava ogni giorno, morì: la notte del 15 dicembre. Questa stazione della Via Crucis ha scosso molto noi dell’alta, perché dalle parole di Frate Giuseppe abbiamo provato a metterci nei suoi panni e, non potevano mai immaginare una cosa del genere.

L’ultima meta, è stata quella del Cavallotti: qui noi ragazzi, abbiamo scambiato dei pensieri sulla giornata trascorsa, ed in fine ci siamo scambiati delle croci fatte proprio da noi, durante il pomeriggio del giovedì santo. In queste croci loro abbiamo scritto: delle parole o frasi, che la via crucis ci ha suscitato.

Un altro momento bello è stato quando noi ragazzi abbiamo ci siamo scambiati le croci, in modo tale da lasciare ad ognuno di noi il ricordo di questa splendida giornata e nello stesso tempo affidare le nostre piccole croci quotidiane all’altro compagno o compagna, per poterci conoscere meglio ed essere custoditi e incoraggiati nella strada che siamo chiamati a percorrere.

Questa esperienza ci ha aiutato a crescere e ci  ha aperto gli occhi su alcuni aspetti belli ed brutti della nostra città. Ma sopratutto questo “sentiero” ha fatto conoscere  posti e volti che rimarranno impressi nel nostro cuore.

Micaela Mancuso Reparto Don Bosco Messina 13

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