Vocazione. Suor Alessandra  Martin: “Storia di un’alleanza”

Vocazione. Suor Alessandra Martin: “Storia di un’alleanza”

di FraPè – Vi proponiamo la storia d’amore di Suor Alessandra Martin delle Francescane Missionarie di Maria , il suo incontro con Cristo, la sua scelta che rinnova quotidianamente donandosi come l’Eucarestia punto di partenza per tutti coloro che di fanno pane per ogni uomo e ogni donna che si incontra lungo il cammino. Nel 2008 l’arrivo in Sicilia, prima Siracusa per circa dieci anni e ora a Mazara del Vallo tra i  bambini e ragazzi di diverse etnie, tra i silenzi dello studio e le loro riflessioni,  le risate e le domande, tra fatiche e  condivisioni degli adulti, respirando un clima di fratellanza incarnando ciò che il Papa nell’Enciclica “Fratelli tutti” raccomanda.

Come ha già detto in un’altra intervista, sono stati molti i vissuti che l’ hanno aiutata a crescere e a stare accanto a chi fa più fatica nella vita: donne sole con figli, famiglie nel disagio sociale ed economico, vittime della tratta, minori stranieri provenienti dagli sbarchi. Tante persone  sono divenute parte della Suora, che mi hanno insegnato a essere donna, ad assumere i tratti di madre e a far crescere la vita accompagnandola con pazienza e tenerezza.

“Sono trascorsi ventitre anni da quell’8 ottobre 1998, quando lasciai la mia famiglia, la mia casa, i miei affetti più cari, il lavoro, gli amici e le tante cose che amavo vivere, lì dove ero nata e cresciuta, per intraprendere un percorso nuovo, di cui conoscevo poco ma che mi affascinava molto. – afferma tutto di un fiato suor Alessandra originaria di Padova – Ero spinta da un unico e forte desiderio: trovare il senso e la direzione alla mia vita, trovare felicità nelle scelte, capire che cosa volevo da me stessa. C’era stato un incontro forte, che aveva messo in discussione il mio senso del dovere, del lavoro, dell’impegno come cittadina e credente, un incontro che mi aveva stupita e impaurita. La dimensione totale e libera del dono di sé compiuta da Gesù Cristo nell’Eucaristia. Quell’Eucaristia mangiata tante volte, vissuta con gli amici, la mia comunità parrocchiale ogni domenica, celebrata e animata da noi giovani, in quel maggio del 1996 mi parlava di altro, andava a far vibrare le corde di un cuore che cercava come donarsi e a chi donarsi”.

“In quell’incontro con Cristo – continua la giovane suora – che si faceva pane per me ero così sconvolta dentro e così coinvolta emotivamente che da lì a pochi giorni ne parlai con chi mi seguiva spiritualmente, con l’impressione di aver ricevuto una consapevolezza più grande di me, un dono che mi superava. Ricordo le parole con cui risposi a tanta gratuità di Dio per me: ad un dono così grande non posso che rendere la mia vita un dono”.

“C’era una direzione chiara dentro di me, c’era un desiderio di gratuità e di restituzione che aveva bisogno di essere nutrito. Feci un viaggio ad Assisi, per la prima volta da sola, perché avevo bisogno di stare con me stessa e con Lui. Incontrai delle persone che mi testimoniarono nella vita fatta dono al Signore, la bellezza dell’essere donne pienamente felici, autentiche, pronte ad andare ovunque e di portare a tanti fratelli un amore profondo, vero, che salva. Tornata a casa ho scoperto che accanto a me avevo altre persone che avevano deciso di lasciare tutto e di servire il Signore come missionari fidei donum. Erano felici, realizzavano un sogno custodito per anni di vita matrimoniale e che ora non poteva aspettare, avevano bisogno di continuare ad amare, oltre la loro famiglia, oltre i confini del proprio paese e delle persone vicine”.

“Questa concretezza e ampiezza del donare mi toglieva il fiato e mi faceva vedere che la strada per trovare me stessa e vivere in pienezza, era quella della gratuità, del farmi dono. – aggiunge suor Alessandra- Questa fu la spinta che mi fece lasciare tutto e iniziare nella vita consacrata tra le sorelle Francescane Missionarie di Maria, un percorso di conoscenza, di amore, di ricerca del Signore della mia vita e di Colui che conduce la storia e il mondo. Sono trascorsi molti anni e Lui è il Fedele, il Misericordioso, l’Amato a cui ricondurre tutti i volti, le storie, le persone che son parte della mia vita e della missione con cui lo servo ogni giorno, lì dove mi chiama a farlo”.

Poi come una donna innamorata continua la sua storia parlando di Gesù come una persona viva che come ogni cristiano suor Alessandra incontra non solo nei sacramenti ma nelle persone che ogni giorno incontra nella Kasba di Mazara del Vallo dove vive insieme ad altre sorelle. “Con Lui vivo un’alleanza, un appartenerci l’uno all’altra, andando insieme dentro storie, luoghi, situazioni e lì stare, vivere di fiducia, di perdono, di bene. Con Lui c’è sempre un cammino di purificazione, di verità e di perdono da fare e questo mi fa crescere e mi spoglia di tante false sicurezze. Con Lui ritrovo sempre me stessa e le mie contraddizioni, la bellezza del mio sì al suo volere fare alleanza con me. Non mi piace pensare che ci sia un progetto di Dio su di me, già scritto e che ci sia la sua volontà da fare. Cristo è con me, mi conosce nell’intimo, non fugge le mie incoerenze, non mi lascia sola nella fatica ma attraverso di essa mi fa vedere dove trovare salvezza”.

Grata per la vita ed entusiasta di ciò che vive continua ancora “La vita che ho ricevuto in dono è intensa, è autentica, è il posto dove sto bene con me stessa e con gli altri, dove sono felice e credo che Dio non voglia desiderare altro per me. La vita consacrata missionaria ti dona di poter stare con fratelli e sorelle di luoghi, lingue, culture, religioni diversissime tra loro, di conoscere luoghi e storie che mai avrei pensato potessero appartenermi. Sono come tante consegne di Dio dentro una chiamata ad andare tra i fratelli e sorelle senza volere privilegi o ricchezze, senza cercare particolari doti o abilità ma condividendo un tempo di quella vita che in Lui ci unisce. Amo ciò che mi regala Dio, anche quello che è duro accettare o che non vorrei. Credo che dentro tutto ciò Lui mi sta insegnando e mostrando la misura del suo amare.

In questi anni ho imparato dalla quotidianità con Lui, che la fraternità può essere quel “luogo” fatto di volti e di vite che ti aiutano a crescere, a conoscere te stessa, a superarti e a farti ritrovare sempre la dimensione umana e fragile della propria vita, perché i legami che costruiamo in Lui hanno un valore eterno”.

“Più volte mi fermo a rileggere momenti della mia storia per fare memoria e custodire il vissuto con Lui per ricordarmi sempre che io sono una risposta e non la protagonista, io sono la restituzione e non il dono e posso solo continuare a sorprendermi di tanta gratuità per la quale il dono di me stessa è un ripagare Colui che si è donato tutto per me”. Conclude la Suora che insieme alle sue Consorelle porta avanti a Mazara del Vallo sono presenza silenziosa che fa rumore di fraternità.

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