Ursula von der Leyen senza sedia ma a testa alta

Ursula von der Leyen senza sedia ma a testa alta

di Salvatore Di Bartolo – Che Erdogan fosse Erdogan, lo si sapeva già da tempo immemore, e non era di certo necessario il cosiddetto “Sofàgate” per conoscere le idee ed i modi del “sultano” turco. Ed allora, si dirà, dove sta la novità? Beh, la novità c’è. Eccome. Adesso, tutti sappiamo che anche Michel è Michel. E questa sì che è una sorpresa, essendo lo stesso Michel non un autocrate al pari di Erdogan, bensì il Presidente del Consiglio Europeo, ovvero una delle massime istituzioni della moderna, civile e democratica Unione Europea.

Ma cos’è esattamente che suscita cotanta indignazione nell’opinione pubblica, si chiederanno i lettori? Accade che il “sultano” Erdogan riceve a palazzo i due presidenti d’Europa, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, e Charles Michel, a capo del Consiglio Europeo per l’appunto, ma nonostante la presenza dei due illustri ospiti, di sedie ce n’è soltanto una. A rigor di cerimoniale, spetterebbe ad Ursula von der Leyen, e non solo per mero senso di cavalleria in quanto donna, bensì per la maggiore rilevanza politica del suo ruolo rispetto a quello di Michel.

Erdogan, che si sa non è esattamente quello che si definisce un “cavaliere”, intende però umiliare la von der Leyen proprio in quanto donna, e così, invita Michel ad occupare la seggiola dorata accanto alla sua. A questo punto, se Michel decidesse di cedere il posto a lui assegnato alla collega, ad Erdogan verrebbe di colpo impartita un’epocale lezione che contribuirebbe a metterlo in luce per quello che effettivamente è: un despota, convinto di poter umiliare l’Europa come e quando desidera solo per il potere di ricatto che su di essa esercita in merito alla gestione dei flussi migratori. Così, se Michel decidesse di optare per tale soluzione, che, diciamolo pure, per un europeo sarebbe anche la più naturale, tanto l’Unione in quanto istituzione quanto noi cittadini europei ne usciremmo senza dubbio ingigantiti nel senso di appartenenza e nell’autostima. Invece, Charles Michel si siede senza troppi fronzoli, mostrando al mondo che lo osserva una buona dose di insicurezza mista ad inconsapevolezza e probabilmente anche inadeguatezza.

Proprio ciò che le istituzioni di Bruxelles hanno ampiamente dimostrato in questi mesi nella fallimentare strategia adottata nella partita dei vaccini. Così, la Signora Ursula von der Leyen, visibilmente incredula di fronte ad una tal visione, per non peggiorare le cose decide, con non poco imbarazzo, di accomodarsi su un sofà laterale. Si, esattamente quello in cui, a rigor di cerimoniale (e di logica), avrebbe dovuto accomodarsi Michel.

Ma si sa, l’Unione, al pari di chi oggi si pregia di rappresentarla, ha ancora molto da dimostrare tanto in termini squisitamente politici quanto in termini valoriali. Dimostrare si, ma anche imparare. Non da Erdogan s’intende.

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