Convinciamoci: “Dio è amore”

Convinciamoci: “Dio è amore”

Commenti di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione

Letture: At 5,17-26 Sal 33 Gv 3,16-21

Riflessione Biblica

“Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Tre verità sono racchiuse in quest’affermazione: la volontà salvifica di Dio, il sacrificio di Cristo per noi, Gesù è luce di verità e di vita. Dio ci vuole tutti salvi: questa sua volontà procede dal suo amore infinito per noi: “In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,9-10). Il suo amore ci apre alla vita e ci dà certezza che egli opera sempre per difenderci dal male e renderci giusti: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica!” (Rom 8,31-33). Convinciamoci: “Dio è amore” (Gv 4,8) e “dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rom 5,8).

Il sacrificio di Gesù: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). E il suo amore è in perfetta consonanza con la volontà salvifica del Padre, e così “quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi” (Rom 5,6). Egli è divenuto il nostro Paraclito presso il Padre: “Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1Gv 2,1-2).

Se ciò è vero, niente paura e sensi di colpa, ma fiducia in Gesù: “Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo?” (Rom 8,34-35).

Il suo amore è luce per la nostra vita quotidiana, per diradare in noi le tenebre dell’incomprensione, della menzogna, della cattiveria e di ogni altro male che regna nel mondo e spesso anche nel nostro cuore: “Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,21).

Lettura esistenziale

Siamo maestri della legge, come Nicodemo, e non possiamo capire quello che ci dice Gesù , quando non sappiamo aderire alla sua proposta, di lasciarci guidare dallo spirito, illuminare, per comprendere chi siamo e che viviamo in pienezza, quando sappiamo di essere amati. Osservare, obbedire, eseguire non rendono viva la vita, ci accorgiamo di essere vivi quando sono lo Spirito, l’Amore ad essere presenti in noi, perché la fede cristiana non è una dottrina, è credere nell’amore incredibile che Dio ha per noi. Gesù si lascia incontrare da Nicodemo, in lui scorge il coraggio, l’apertura, la prudenza, di un uomo religioso, che però si lascia attrarre, rompe i pregiudizi , accoglie il nuovo, nella ricerca della verità.

Nicodemo ci insegna a non stare chiusi nei nostri recinti rassicuranti, a lasciarci coinvolgere, interrogare, anche senza comprendere, e proprio per questo a saper ascoltare. Questa reciproca disponibilità consente un incontro intenso tra due uomini innamorati della verità, un dialogo profondo nel quale Gesù rivela come Dio ama tutti i suoi figli, la via della salvezza, i fondamenti della fede. E’ necessario chiederci come possiamo avere la vita eterna, per questo dobbiamo conoscere chi è il Padre, sapere che siamo generati da lui e che all’origine della nostra vita c’è il suo amore assoluto. Non siamo figli della violenza, della menzogna, della rapina , del caso, del nulla, lo diventiamo quando dimentichiamo chi siamo e realizziamo ogni forma di male, rendendo questo mondo imperfetto. Gesù ricorda, in questa notte , a Nicodemo ed a noi, che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia vita eterna”. Una sintesi tanto densa, che apre al Mistero, che rivela tutto ciò che, solo guidati dallo Spirito, possiamo contemplare, e che, nell’Amore, ci fa nascere ad una vita nuova. L’amore, anche umanamente , fonda le relazioni familiari ed è la ferita di chi non si sente amato, che scatena conflitti, incapacità ad amare ed anche a lasciarsi amare. La cattiva immagine dei genitori, dei fratelli, dell’altro, diventa anche la cattiva immagine che abbiamo di Dio, dal quale temiamo giudizi e punizioni, al quale chiediamo qualcosa, pensando di dover dare in cambio qualcos’altro.

Psicologicamente , non riconciliarsi con le nostre radici ci impedisce di vivere pienamente, ci condanna ad una vita di sospetti, di diffidenza, di invidia e da questi sentimenti nascono poi azioni che producono altro male, è una catena. Gesù, proprio nella notte, ci rivela chi è Dio per noi , ci invita a riconciliarci con la nostra vera origine, ma soprattutto ci mostra come lui vive la relazione con il Padre, come si vive da figli e fratelli , come si ama, conoscendo veramente l’amore del Padre e fondando così la nostra fiducia in chi ci ama sopra ogni altra cosa. Gesù sa di essere amato e desidera rivelarci questo amore, che anche lui ha per noi e noi possiamo avere verso Dio, i fratelli, le sorelle che incontriamo. Possiamo fidarci di Gesù, credere che per il Padre ognuno di noi vale quanto la vita di suo figlio, anche le persone che più disprezziamo, giudichiamo ed emarginiamo.

Infatti proprio la Croce ci guarisce da tanti veleni interiori e ci fa vivere da figli amandoci come Dio ci ama e questa è già vita eterna. Dio non vuole condannare nessuno, vuole salvare tutti, per questo ci chiede di credere nell’amore, nella verità, per superare la paura di non essere amati, senza più chiuderci nelle tenebre .

Credere è lasciarsi raggiungere dal dono di Dio per tutti noi, da Suo figlio Gesù, che, nel mondo, ci ha mostrato la gioia che viene dall’Amore, che il male non va condannato, ma vinto con l’amore, perché chi accoglie l’amore rinasce, scopre la gioia di vivere in pienezza e sconfigge il male. Riconoscere che l’amore è il centro della nostra vita e che nell’amore coincide la verità, ci mette in costante lavoro interiore, per illuminare tutte le zone d’ombra e non trascurare nessun angolino del nostro cuore, liberandoci da tutto ciò che toglie spazio all’Amore del Padre. Il male ci attraversa, si insinua, esiste, non ci può scandalizzare, ma credere, ce lo fa smascherare, guardare con gli occhi del cuore, che hanno bisogno della luce dello Spirito per riconoscerlo, anche dalle sue conseguenze in noi e negli altri, affrontarlo e scegliere sempre il bene, la via dell’amore .

Non credere è abituarsi a muoversi nel buio del cuore, dove nascondiamo vecchi e nuovi macigni che tolgono spazio all’Amore, è scegliere il male, temere la verità che svela le menzogne, temere la luce che scova i nascondigli e smaschera le conseguenze dei nostri comportamenti. Chi non crede perde in ogni istante la bellezza e la gioia di vivere nella pienezza dell’Amore e di sentirsi una cosa sola con il Padre, dal quale viene ogni cosa. Chiediamo al Signore oggi di aiutarci a vivere sempre nella ricerca della verità, per rinascere nel Suo Amore e che, contemplando la croce, la nostra fragile umanità possa avvicinarsi sempre più al mistero del Suo Amore.

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