Mai si spegne l’urgenza di liberazione

Mai si spegne l’urgenza di liberazione

di Ivana Risitano – Per loro era visibile. Aveva una divisa. Il manganello. Faceva il saluto romano. Picchiava, stuprava, urlava contro.

Non possiamo dimenticare: né il coraggio, né la rabbia, né l’ardore della lotta partigiana. Né la gioia della liberazione. Né lo schifo e tirannia  del fascismo. Né il pericolo dei suoi rigurgiti.

Ma ricordare non è solo “non dimenticare”: è riportare al cuore, e quindi alla vita – pulsante – di oggi. Non è solo celebrare, riesumare pagine passate: è farle parlare al nostro presente.

Per scorgere le schiavitù meno visibili, i manganelli nascosti.

L’olocausto del Mediterraneo. La strage per fame e sete. I morti delle guerre. Le spese delle guerre. Le malattie causate dal neoliberismo. Gli stupri travestiti giustificati come goliardate. Il maschilismo. Una busta paga dimezzata. Un urlo soffocato. Essere abbandonati. Essere discriminati.

Mille volti mascherati ha oggi l’oppressione.

Mai si spegne l’urgenza di liberazione.

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