Lavoro, da strumento di dignità a strumento di alienazione

Lavoro, da strumento di dignità a strumento di alienazione

di Ivana Risitano – In epoche confuse, anche la possibilità di focalizzare i propri sogni è risucchiata da una nebbia. Si è lottato per il lavoro come diritto. Perché ognuno potesse con dignità costruire le basi materiali della propria esistenza. Trasformare il mondo. Veder crescere il frutto del proprio sudore, e – più raramente – della propria creatività.

Si è lottato per i salari, per il riposo, per lo sciopero. Si è lottato per l’uguaglianza. Si è addirittura fondata una repubblica, sul lavoro. Quando il lavoro manca, quando non si possono fare progetti perché non ci sono garanzie economiche, quando uno stipendio reale è la metà di quello in busta paga, quando non si arriva a pagare una bolletta, quando si è avviliti dal precariato e dalla disoccupazione, quando ci si deve vergognare a lamentarsi della propria stanchezza e frustrazione perché “altri stanno peggio di te”, “ringrazia Dio che tu almeno un lavoro ce l’hai”, quando sul lavoro puoi anche morire, quando di lavoro puoi anche morire, sfumano piano piano tutti gli altri diritti: il diritto a condizioni di lavoro dignitose e appaganti, il diritto a scegliere il proprio lavoro e non a subirlo, il diritto al lavoro come strumento e non come idolo di cui le nostre giornate sono – volenti o nolenti- schiave, il diritto a non essere alienati, il diritto ad avere una vita ricca di tutto ciò che ci piace, e non solo giorni affannati e svilenti in vista della domenica, anni affannati e svilenti in vista della pensione (per chi la avrà), il diritto alla creatività e non alla replica dell’esistente, il diritto all’ozio e al gioco.

E così, non solo si è perso lo spirito della coscienza e della lotta di classe, ma il capitalismo ha trasformato il lavoro da strumento di dignità a strumento di alienazione. Se oggi non è solo giorno di memoria passiva, dobbiamo ricordare le lotte, e rigenerarle, ma anche leggere nel presente cosa siamo diventati, e provare a scorgere dietro le pieghe del già dato il sogno di un modo altro di vivere, che è poi la scintilla da cui qualsiasi cambiamento può generarsi.

#menoresilienzapiùResistenza

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