Un Amico vero

Un Amico vero

Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione

Letture At 15,22-31; Sal 56; Gv 15,12-17

Riflessione biblica

“Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”. Amici di Gesù: tutto gira attorno a tale “amicizia”. Di per sé, l’amicizia è un grande valore e ha la sua radice etimologica e profonda nell’amore: “Ama l’amico e sii a lui fedele” (Sir 27,17). La vera amicizia è sempre preziosa: “un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è misura per il suo valore. Un amico fedele è medicina che dà vita: lo troveranno quelli che temono il Signore” (Sir 6,14-16). Parole importanti: per chi crede il fondamento dell’amicizia è Dio. E Gesù ci ha fatto conoscere la volontà di Dio: che ci amiamo a vicenda, perché lui è amore (1Gv 4,8): “Noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,16). L’amicizia di Gesù ha il suo fondamento nell’amore che il Padre ha per noi: “Padre, io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me” (Gv 17,23). Essa è un dono che ci eleva: da servi ci rende figli di Dio e amici di Gesù: “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,15). Essa è un dono gratuito, frutto della benevolenza di Gesù, che ci ha scelto come suoi discepoli: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16). È un dono che ci rende operosi e fruttiferi nell’amore: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). È un dono che ci rende simili a Gesù: “In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1Gv 3,16). È amore nella verità: “Agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo” (Ef 4,15). È amore che riconosce Gesù nei poveri e bisognosi: “Come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa (verso i poveri). Non dico questo per darvi un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri” (2Cor 8,7-8). Ma non basta donare qualcosa, bisogna spendere per essi la nostra vita.

Lettura esistenziale

Nelle relazioni fondate sull’amore si è in tre, è sempre presente Dio, che le custodisce, interrogandoci, scuotendoci, emozionandoci per far sì che non si interrompa mai il voler bene, affinché l’amore circoli costantemente e realizzi la vera amicizia, l’amore ricambiato che raggiunge la massima grandezza. Qui, in questa vita, con i nostri fratelli e sorelle, sperimentiamo concretamente tutto questo, non seguendo regole morali, leggi scritte o manuali di bon ton , ma provando ad immedesimarci in Gesù e ad imitarlo, scoprendo che da ogni esperienza vissuta , esattamente come lui l’ha vissuta , scaturisce la gioia , che ci rivela la sua presenza. Gesù ci ha appena mostrato che la forma dell’amore è quella del servizio, bisogna fare come lui, lavare i piedi, come fanno gli schiavi con i loro padroni, per realizzare la gioia piena. Questo dono di sé, che concepisce l’altro importante, sacro, speciale è il frutto , che si moltiplica ed esprime la sorgente vera, la paternità di Dio in ogni nostro gesto, quando rimaniamo uniti a Gesù come i tralci alla vite. Gesù ci ha amati così, siamo diventati suoi amici, in questa relazione , che ci rivela come si realizza l’amore, come ci ama il Padre. L’amore di cui ci parla Gesù è Gesù stesso, è l’amore che scaturisce dal Padre, passa nel Figlio e raggiunge tutti noi, che siamo chiamati ad essere come lui , perché ci sceglie e ci rende capaci di accedere al segreto di questa gioia , alla verità. E’ un amore che viene dall’alto, ma che si incarna e ci mostra che va aldilà di ogni nostro limite, infatti Gesù , che conosce il cuore dei suoi discepoli, il nostro, sa che sarà tradito, rinnegato, abbandonato, ma ci chiama amici, perché le nostre debolezze non possono ostacolare l’amore che lui dà per primo,che nell’amicizia diventa reciproco e genera la pienezza della gioia. L’amicizia ci avvicina a Dio, facendoci scoprire la gioia della presenza, il desiderio di donarci e donare gratuitamente, la capacità di leggere nel cuore dell’altro, anticiparne i desideri e sentire un solo battito, perché il nostro cuore si sintonizza con quello dell’amico.

San Francesco ha vissuto un’amicizia speciale per Iacopa: la chiama prima di morire, ma lei è già in cammino. Lui desidera la sua presenza, i suoi mostaccioli di miele e mandorle, nei quali ritrovava la dolcezza e la gioia della loro amicizia, nella semplicità di chi ha amato la vita, ed ha sentito in tutto la presenza di Dio. Proprio nelle relazioni si manifesta l’infinito, l’unione piena in Dio, perché l’amore parla un linguaggio universale e ci fa uscire da noi stessi e percepire l’assoluto.

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” Siamo figli dell’amore di Dio, partoriti dall’amore, esistiamo quando siamo amati ed entriamo nella logica del dono amando, testimoniamo Gesù compiendo i suoi stessi gesti. Così le parole di Gesù diventano le nostre parole, in ogni istante, non una volta per tutte, scopriamo che sono già impresse nel nostro cuore e bisogna rinnovarle, realizzarle per tutta la vita,: “Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.”

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