Oltre duemila migranti a Lampedusa in 24 ore, il parroco: “Non chiamatela emergenza”

Oltre duemila migranti a Lampedusa in 24 ore, il parroco: “Non chiamatela emergenza”

Sono 2128 le persone migranti arrivate a Lampedusa in poco più di un giorno. Oltre seicento nella notte appena trascorsa, quando quattro sbarchi si sono aggiunti ai sedici precedenti, dalle ultime ore di sabato a tutta la giornata di domenica 9 maggio. Tra le oltre duemila persone, anche donne e bambini. Tutte sono stati trasferite all’hotspot dell’isola, la cui capienza ha raggiunto il limite. Intanto il portavoce del capo di stato maggiore della Marina libica fa sapere che la Guardia costiera ha soccorso nella giornata di ieri 291 individui di diverse nazionalità su un gommone in difficoltà al largo delle coste del Paese. Nella nota si precisa che “appena completata l’operazione di soccorso, le persone sono sbarcate nella base navale di Tripoli”.

L’impegno del Governo italiano

Ognuno si assuma le sue responsabilità

Raggiungiamo al telefono il parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, mentre le agenzie danno notizia di ulteriori sbarchi. “Sentir parlare di emergenza fa sorridere, ogni anno è la stessa storia”, sono le prime parole del sacerdote. La chiesa di San Gerlando, ancora una volta, si prodiga per aiutare i fratelli appena sbarcati sull’isola. “Con l’arrivo del bel tempo le partenze aumentano, ma c’è chi si meraviglia. Forse è un modo per non sottolineare come si sia impreparati dinanzi ad un fenomeno che non dovrebbe più coglierci alla sprovvista. Chiamarla emergenza aiuta a togliere responsabilità, ma -ribadisce – la verità è che non riusciamo a tutelare queste persone”.

Venti sbarchi in un giorno

L’arrivo di oltre duemila persone migranti a Lampedusa era dunque prevedibile? “Di fatto è accaduto qualcosa che qui accade ordinariamente, gli sbarchi non si sono mai interrotti. Gli arrivi – spiega il sacerdote – si sono intensificati con la bella stagione, dopo alcuni giorni di maltempo. Per l’isola è un qualcosa di già visto, come purtroppo abbiamo già registrato l’inadeguatezza di un hotspot che non può gestire tutte queste persone”. C’è però una differenza. “La presenza delle navi quarantena snellisce l’afflusso, ma attutiscono il fenomeno, certo non lo risolvono”.

(fonte Vaticannews)

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