Bibliografia sui tre Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino, prossimo libro del Prof. Iraci

Bibliografia sui tre Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino, prossimo libro del Prof. Iraci

Di Giuseppe Foti– Nei giorni in cui celebriamo le festività in onore dei Santi martiri compatroni della cittadina di San Fratello, provo grande contentezza per la lettura, in anteprima, della “Bibliografia sui tre Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino”, il libro più recente del sanfratellano Benedetto Iraci, in corso di stampa per i tipi dell’editore Montedit di Melegnano (MI). Nel tempo del coronavirus la ritualità è vissuta in una dimensione particolare, più individuale che collettiva; in questi momenti di chiusura, anche i libri sembrano assumere un valore speciale: così è per il lavoro di Iraci.

Con questa pubblicazione, l’autore – docente di Lingua e Civiltà Francese nell’ITET “G. Tomasi di Lampedusa” di Sant’Agata di Militello – si appresta a farci dono di un prezioso strumento di ricerca e di conoscenza della dimensione storica e religiosa dei tre fratelli martiri di Vaste. Se, da una parte, l’uomo può accostarsi al mistero religioso della santità dei martiri lentinesi solo per via fideistica, dall’altra il libro del professore ci fornisce una mappa e una guida per orientarci nell’universo degli studi e delle rappresentazioni che si sono date, nei secoli, di questo mistero. Si tratta, quindi, di un pregevole testo di consultazione, frutto di lavoro silenzioso e infaticabile, continuato negli anni. Il professore Iraci non è, infatti, nuovo a questo tipo di ricerche. Nel 2009, nella stessa collana Apollonia di Montedit, dava alle stampe la “Bibliografia su San Benedetto il Moro” che, insieme a questo nuovo libro, andrà a costituire un prezioso dittico. Le ragioni del suo impegno nel campo dell’indagine bibliografica non possono essere comprese senza cogliere il profondo legame tra Iraci e la natìa San Fratello, della cui memoria storica è uno dei più zelanti catalogatori. I frutti di questa discreta dedizione – non dovrebbe essere necessario dirlo – sono stati, e continuano ad essere, importanti riferimenti per l’identità collettiva e per la conoscenza del luogo.

Il libro ha quindi, tra i suoi numerosi meriti, anche quello di arricchire di una nuova pubblicazione la prestigiosa collana Apollonia di Montedit, che ospita contributi sulle minoranze linguistiche -con particolare riferimento alla sanfratellana- e sugli ambiti di studio a latere. Ideata e magistralmente diretta dallo stimatissimo Benedetto Di Pietro – nel prossimo ottobre la seconda annualità della sua scomparsa -, la collana dagli inconfondibili dorsi amaranto e blu, tanto cara ai lettori, specie sanfratellani, ospita ben undici volumetti: otto di questi nel dialetto galloitalico di San Fratello, del quale Di Pietro è stato attento studioso, oltre a divenirne il più insigne esponente letterario.

Nel 2015, Iraci aveva già firmato, a quattro mani con lo stesso Benedetto Di Pietro, “Sbughjann nta li paradi (Pascendo tra le parole)”, il quarto volumetto amaranto della collana; a distanza di sei anni, l’autore si appresta adesso a pubblicare il libro numero quattro della stessa serie editoriale, questa volta in lingua. Il libro è prefato da Don Cirino Versaci, docente di Antico Testamento ed Esegesi profetica nella Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo) e professore invitato all’Istituto Teologico San Tommaso di Messina e all’Accademia di Belle Arti di Palermo, la cui voce autorevole illustra ed impreziosisce l’opera.

Il progetto riferisce un ampio repertorio delle fonti sui tre Santi protettori di San Fratello, ricostruito con meticolosità, e risultato da una lunga e minuziosa ricerca che ha spaziato su un corpus molto vasto. Le fonti bibliografiche riunite sono cospicue. Esse includono: manoscritti, libri editi e inediti, risorse elettroniche, articoli di giornale, tesi di Laurea, bandi, manifesti e pubblicazioni che possono rientrare sotto l’etichetta di “letteratura grigia”. Si dà inoltre notizia di tutte le forme e i materiali, anche fisici, che registrino informazioni sui tre fratelli martiri. I documenti, che assommano ad un totale di 1341 item, non vengono presentati attraverso la mera elencazione. La raccolta è accompagnata, infatti, da un utile apparato di note che guidano e orientano il lettore nella consultazione della messe di materiali reperiti. Grazie a questi ragguagli, il testo si rivolge ad un pubblico ampio di non addetti ai lavori, mentre resta uno strumento prezioso per la ricerca specialistica. Se in primo luogo, infatti, il fine dello studio è quello di reperire, segnalare e descrivere tutte le notizie sui tre Santi, per facilitare il lavoro dei ricercatori, in secondo luogo potenziali destinatari dell’opera sono tutti i lettori che desiderino formarsi un’idea particolareggiata sull’oggetto.

Il testo è indirizzato anche alla platea dei numerosi devoti dei martiri, il cui culto, come noto, supera ampiamente i confini di San Fratello. Le vicende biografiche dei tre fratelli di Vaste, ricostruite dall’autore nelle pagine introduttive del libro, toccano infatti le cittadine siciliane di Lentini, in prov. di Siracusa, Trecastagni e Sant’Alfio, in prov. di Catania, Mirto e Scifì in prov. di Messina e la stessa Vaste in Puglia, dove si celebrano annualmente plateali festività; il loro culto è fortemente radicato anche ad Acireale, ad Adrano, a Paternò e nello stesso capoluogo etneo. La notizia dei tre Santi è diffusa anche in altre località italiane ed estere.

Attraverso questa nuova fatica, nelle pagine dell’introduzione, la voce di Benedetto Iraci si conferma una presenza importantissima nella promozione culturale di San Fratello; qui torna, utilmente, a proporre prospettive di conoscenza, nella costituzione di un Fondo Santi Alfio, Filadelfio e Cirino che raccolga la ricca documentazione recensita. Infine, gli utili indici facilitano la consultazione del testo.

Torneremo ad interessarci del libro al momento della sua pubblicazione. Nell’attesa dell’evento, auguriamo fin d’ora al testo la diffusione e il riscontro che merita.

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