Io ho scelto voi

Io ho scelto voi

Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione
San Mattia
Letture: At 1,15-17.20-26; Sal 112; Gv 15,9-17
Riflessione Biblica
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. La storia di S. Mattia è una storia di “elezione”. Stando alla tradizione, fu uno dei 72 discepoli di Gesù, inviati ad annunciare il Regno di Dio: “Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi (Lc 10,1), per dire a tutti: “È vicino a voi il regno di Dio” (Lc 10,9) e augurare la pace: “Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi” (Lc 10,6).
Tale appartenenza al gruppo dei 72 discepoli è molto probabile, dato che gli Apostoli scelsero S. Mattia tra quelli che avevano conosciuto Gesù: “Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione”. Mattia è stato scelto per essere testimone della risurrezione di Gesù, e per questo fu colmato di Spirito Santo (At 2,4). E nello Spirito, annunciò Gesù “via, verità e vita” (Gv 14,6) e che “le sue parole sono spirito e vita” (Gv 6,63).
Predicò di rimanere nella verità, che rende liberi e veri discepoli di Gesù (Gv 8,31-32); di rimanere sempre uniti a Gesù come i tralci alla vite (Gv 15,5) e nutrirsi del suo corpo e sangue, per aver la linfa vitale per la vita eterna: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà” (Gv 6,27).
Ma soprattutto predicò l’amore, frutto dello Spirito (Gal 5,22), comandamento che ci fa essere veri discepoli di Gesù: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). E nell’amore realizzò il progetto che Dio ha su chiunque egli ama: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,4).
Lettura esistenziale
Quando stiamo per salutare una persona molto cara, che immaginiamo di non rivedere per tanto tempo, cerchiamo nel nostro cuore tutti i sentimenti più belli, per esprimerli e tradurli in raccomandazioni, promesse, gesti di protezione ed amore, affinché nella separazione, rimangano impressi per sempre. Così Gesù ci parla prima di consegnarsi e tornare al Padre, mentre ci lascia in questo mondo , ci esorta: “Rimanete nel mio amore”. E’ un amore speciale il suo, unico, che non nasce da noi, ma sorge dall’Alto, è il Padre stesso la fonte e noi con Gesù possiamo imparare ad amare, accogliere questo dono e “rimanere”. Non è un atteggiamento statico, predatorio, di possesso di una posizione definitiva, è un dinamismo che ci fa incontrare le circostanze imprevedibili della vita, con un cuore che accoglie e che , guidato dalla sua Parola, crea nuove possibilità, ci invita al discernimento, trasforma il male, genera amore, il suo amore, proprio lì dove a noi sembra impossibile. E’ la nostra identità di figli, che bisogna tenere viva ,per assumere il comandamento di Gesù, quello di donarci reciprocamente, perché la relazione che abbiamo tra noi fratelli e sorelle, è la stessa relazione che c’è tra il Padre e il Figlio, dalla quale nasce la presenza di questo amore, circola lo stesso amore, perché l’amore fraterno è il comandamento per eccellenza.
L’amore che viene dall’Io, dalla nostra pancia, ci emoziona certo, a volte fino ad ossessionarci in dipendenze affettive, in labirinti culturali fatti di maschilismo, omofobie, moralismi, pregiudizi razziali, ma senza quel respiro di libertà e fratellanza, che mette al centro l’uomo nella sua piena dignità di figlio e fratello. Gesù ci ricorda questa nostra identità, ci ha detto tutto quello che ha udito e per questo ci chiama amici, è un legame forte che mette insieme conoscenza ed amore, verità quindi ed amore, perché con Gesù possiamo amare solo nella verità di noi stessi e dei fratelli.
Conoscere, essere nella verità è “rimanere nel suo amore” e tutti noi siamo amici di Gesù, impariamo che in noi amare è un comandamento, nel senso che non può essere diversamente, siamo pienamente fedeli e portiamo frutto, realizziamo tutto ciò che il suo amore ci comanda intimamente e che non dipende affatto da noi, perché è il Padre a darci tutto ciò che abbiamo bisogno per amare.
Siamo strumenti preziosi ed attraverso tutti noi, Chiesa nel mondo, il suo amore si rinnova e si manifesta, così come lui desidera.
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