Consacrati nella verità

Consacrati nella verità

Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione
Mercoledì della VII sett. di Pasqua
Letture:  At 20,28-38; Sal 67; Gv 17,11-19
Riflessione biblica
“Ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia”. La gioia è dentro di noi: ci fa gustare la nostra totale appartenenza a Dio. Siamo da lui custoditi, difesi e consacrati nella verità. Non è gioia esteriore, ma consapevolezza che Dio, nostro Padre, è sempre presente nella nostra vita quotidiana: “Chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca” (1Gv 5,18). La nostra gioia è piena e profonda, anche se piena di tribolazioni e contraddizioni: “Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33), e ancor di più perché siamo sotto la minaccia del Maligno: “Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia non è contro la carne e il sangue, ma contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove” (Ef 6,11-13). Così, Gesù chiede al Padre che ci “difenda dal Maligno”: non dobbiamo aver paura del mondo, ma che il Maligno ci faccia cedere alla tentazione, alle sollecitazioni del nostro io imperante, all’arroganza del nostro parlare e agire, al fascino degli interessi personali. Affidiamoci al Signore: “egli è fedele, ci confermerà e ci custodirà dal Maligno” (2Tes 3,3). Anzi, “il principe di questo mondo sarà gettato fuori” (Gv 12,31) e noi saremo liberati da lui, “omicida fin da principio, menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44).
Per difenderci da lui, Gesù prega il Padre: “Consacrali nella verità. La tua parola è verità” (Gv 17,17). Tale consacrazione, in primo luogo, è una purificazione di noi stessi e del nostro modo di vivere nella verità e nell’amore: “Se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1Gv 1,7-9).
Ma oltre ad essere purificati, la nostra vita deve essere “un sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il nostro culto spirituale.” (Rom 12,1) ed essere così testimoni della sua verità e del suo amore.
Lettura esistenziale
Gesù , con gli occhi rivolti verso il cielo prega il Padre, forza e sorgente di tutto, per noi. Non è solo una preghiera , è un testamento , una richiesta, che esprime l’essenza di ciò che è fondamentale per vivere in pienezza, ciò che ci appartiene, perché siamo figli e fratelli, ciò che Lui ha fatto e che desidera per noi. Vuole darci tutto ciò che Dio ha, la sua santità, che consiste nella misericordia, amore incondizionato per tutti. In queste parole di Gesù, prima della passione, c’è tutta la forza che lui ha per affrontare il grande mistero del dono di sé, dell’amore, ma soprattutto c’è il suo desiderio di comunicarci la vita e lo esprime ad alta voce, affinché, conoscendo questo desiderio, possiamo averlo anche noi. Con questo desiderio nel cuore, possiamo avere lo stesso modo di amare di Gesù e del Padre, quell’Amore che è unità sopra ogni divisione, misericordia che sa accogliere ogni miseria e si compie soprattutto nell’offrire il boccone a chi si lascia sedurre dal maligno e tradisce, perché l’amore disarma sempre l’odio.
In questo mondo, proprio amando, incontriamo l’odio, lo attiriamo, perché le tenebre odiano la luce, ma è proprio allora che bisogna amare di più, lasciare che il male subito o agito sia occasione di perdono e misericordia , di bene più grande. Tutto il male del mondo tocca il cuore di Dio ed è l’amore che può assumersi il compito , il peso, la fatica di vincerlo. Gesù chiede al Padre infatti di farci conoscere fino in fondo il suo amore per custodirci, di farci vivere nella verità della sua Parola, concretamente, perché proprio questa consapevolezza ci fa vedere la grazia di Dio in ogni cosa.
Questi sono i doni che Gesù chiede al Padre per noi, prima di mostrarci sulla croce il suo amore senza limiti, a lui chiede ed a lui possiamo rivolgerci tutti noi, affinché qui nel mondo, dove Gesù ci manda, possiamo vivere in pienezza e far fiorire l’amore proprio dove si è spenta ogni speranza, guardare ogni divisione o tensione, come occasione per ritrovare l’unità di figli e fratelli, senza il turbamento per scandali e pettegolezzi.
Sentiremo allora la presenza di Dio, quando la gioia piena si riaccende nei nostri cuori ed in quelli di chi avviciniamo. Questo è ciò che Gesù desidera per noi e con lui possiamo imparare la forza dei desideri.
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