Franco Battiato e quell’Altro, cercato oltre

Franco Battiato e quell’Altro, cercato oltre

di fra Lorenzo Benedetto Iacono –  Dalla mattina dello scorso 18 maggio la notizia della morte del maestro Franco Battiato è risuonata in tutti i notiziari radio e tv, nonché dal mondo dei social c’è stata l’attestazione unanime che era venuto a mancare un uomo geniale, un artista dalle doti eccezionali, quello che definiremmo “un grande”, vissuto alla ricerca di espressioni inedite e alternative per descrivere la bellezza, gustarla, cantarla, contemplarla, scrutando dentro le cose, guardando dal di dentro, oltre la materia, attraverso un linguaggio metafisico, spirituale, mistico.

Personalmente sono cresciuto avendo le sue canzoni come colonna sonora delle mie esperienze di vita più belle; belle perché spensierate, fuori dagli schemi di conformismo sociale e giovanile, di ciò che si dice così e si fa così perché è alla moda e così fan tutti. In lui e con lui percorrevo mondi lontanissimi, storie antiche, mitologiche e fantastiche insieme, ed insieme facendo vibrare il cuore di sentimenti un po’ romantici e un po’ mistici.

Se mi si chiedesse cosa ti ha dato la musica e l’arte di Battiato potrei dire che mi ha dato tanto, ma per sintesi dico: la capacità, lo dico senza presunzione, di essere me stesso, di pensare in modo libero, accogliente, senza pregiudizi, di scrutare in profondità il piccolo (inteso anche come minorità), per scoprirci dentro l’immenso, le logiche misteriose di un universo inesplorato.

Da innamorato della sua terra, “Sicilia bedda”, forse perché come lui la nostra Isola è il risultato nella sua storia millenaria di crocevia di culture, di tradizioni di popoli e di religioni, Franco Battiato era attratto soprattutto dalla sua parte araba, perché essa è capace di sprigionare profumi e sentimenti indescrivibili e avvolgenti.

Ciò che mi ha lasciato un’impronta indelebile e che riconosco esserlo stato per molti è la sua ricerca di Dio. Non posso certo passare allo scanner le sue intenzioni e giudicare il valore della sua fede; per questo non basta conoscere le sue canzoni e le sue opere. Mi sia consentito però dire qualcosa, non per canonizzare l’uomo e nemmeno per condannarlo; ma solo per attingere da lui quel bene e quel di più che probabilmente solo la storia potrà riconoscere come valore oggettivo. Dice il Concilio Vaticano II che in tutti gli uomini di buona volontà lavora invisibilmente la grazia di Dio (cfr. Gaudium et Spes, 22).

Citare le canzoni “E ti vengo a cercare”, che parla del bisogno dell’uomo di cercare Dio per trovare nella gratuità delle risposte e l’altra più recente “L’ombra della Luce”, che è un inno all’Assoluto che dà pace, calma, gioia vera a chi è unito a Lui; citare i testi di queste due canzoni basterebbe per dire tanto sulla spiritualità di un uomo, di un artista, di un mistico.

Ma è in molti altri lavori, comprese le opere liriche e classiche come Genesi, Messa Arcaica e Ghilgamesh, meno conosciuti, che si gusta la poetica e la mistica di un uomo senza frontiere, viandante di senso, attratto dalla meditazione, dalla solitudine e dal silenzio, in ricerca di quell’Altro da cercare oltre…

Ricordo nel 1991 acquistai due musicassette di Battiato alla Ricordi di Catania, a quel tempo non c’erano ancora Youtube e Spotify. Ascoltarle fu per me e il mio amico Fabio quasi come un rito sacro. La prima si chiamava “L’Egitto prima delle sabbie”. Il lato A fu una sorpresa sconvolgente, circa 20 minuti di un unico tipo di suoni, delle scale di note al piano forte che nella loro monotonia erano capaci di introdurti dentro un percorso del pensiero, della tua mente, era come “passeggiare” con le idee, reali e fantastiche. Non so se questo fosse l’intento dell’autore, ma era “bellissimo perdersi in quest’incantesimo” (cit. Sentimento Nuevo).

Per concludere questi brevi pensieri sul cantautore siciliano Franco Battiato prendo in prestito una frase della sua canzone “Le nostre anime”, che è un po’ come Franco ha immaginato quello che adesso probabilmente vive: “le nostre anime cercano altri corpi, in altri mondi, dove non c’è dolore, ma solamente Pace e amore, Amore”.

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