Maria e lo Spirito Santo in S. Francesco

Maria e lo Spirito Santo in S. Francesco

di Fra Lorenzo Iacono – La mariologia di Francesco di Assisi appartiene al genere della realtà teologica vissuta; non è una dottrina esposta in forma sistematica. Francesco ha capito che il posto di Maria durante il corso della sua vita terrena è quello di stare presso il Figlio, dalla mangiatoia alla croce. Francesco contempla Cristo e desidera conformarsi a lui totalmente meditando e interiorizzando soprattutto il mistero dell’Incarnazione e quello della Passione Morte e Risurrezione.

Francesco esprime al meglio la sua devozione mariana attraverso la preghiera, che oltre a mostrarsi sempre ben formulata, rivela il suo cuore tenero, colmo d’amore e di benevolenza verso tutti.

1.Saluto alla Beata Vergine Maria

“Ave Signora, santa regina, santa genitrice di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata insieme con il santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa. Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre. E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli fedeli a Dio li rendiate”.

Virgo Ecclesia facta” “Vergine fatta Chiesa” è un titolo che Francesco inventa ex novo, ma che trae dalla spiritualità dei Padri della Chiesa, dalla preghiera liturgica e dalla devozione mariana del suo tempo. Per cui questo titolo che Francesco dà a Maria è tale in quanto la riconosce modello originario e reale della Chiesa.

Il facta, che in italiano viene giustamente tradotto con il verbo fare, è molto più ricco di significato se si pensa al fare, non come edificare e costruire, ma come è anche nel dialetto siciliano: “facta”, “fatta” una frutta si dice che è “fatta” quando è matura, matura al punto giusto. Ecco, Maria è Vergine Chiesa fatta, in Maria la Chiesa ha raggiunto la sua perfezione, la sua piena maturità, il suo traguardo di partecipazione alla gloria divina.

L’immagine che Francesco ha davanti è senz’altro l’icona del Crocifisso di San Damiano, dove Maria è accanto al discepolo Giovanni. Lì Maria è per più motivi modello della Chiesa: in virtù del suo rapporto in quanto “madre” con suo Figlio, in quanto “donna” con il Salvatore e di nuovo in quanto “madre” con il nuovo figlio nella figura del discepolo. Sotto la croce Maria riceve la vocazione di madre dell’umanità.

2.Antifona dell’Ufficio della Passione

“Santa Maria Vergine, nel mondo tra le donne non è nata alcuna simile a te, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze angeliche dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro”.

Tentiamo di dare una spiegazione a questo altro titolo inedito che Francesco dà alla Beata Vergine Maria “Sposa dello Spirito Santo”.

Francesco ama evocare la bellezza del rapporto tra Dio e il suo popolo con l’immagine della sponsalità. Risente in qualche modo del genere letterario cavalleresco del suo tempo; che altro se non la sponsalità può descrivere meglio qualcosa di bellissimo, di estatico?

E quando di Dio che interviene si usano i termini estasi, consolazione, visione, ispirazione, è chiaro che opportunamente si parla di Dio come Spirito Santo. Ora se Dio è amore (1Gv 4) e chiama all’amore, la risposta piena da parte dell’uomo non può che essere la sponsalità.

È lo Spirito Santo che costruisce nei credenti una dimora. Nei credenti lo Spirito Santo è il legame che li unisce a Cristo ed è anche Colui che provoca in essi il desiderio di Dio.

Francesco scrivendo alle Sorelle Povere di S. Chiara dice che esse sono: “promesse spose dello Spirito Santo”. Le chiama cioè ad una risposta d’amore fedele, esclusivo, eterno con Dio.

Maria quindi è “Sposa dello Spirito Santo”, nel senso che è “amata dall’amore sponsale di Dio”. Sposa del divino amore, Maria è la Vergine Chiesa in persona, consacrata con il Figlio e lo Spirito Santo.

Per comprendere ancora e meglio il senso profondo che Francesco dà all’unione mistica di Maria e lo Spirito Santo, possiamo citare la Lettera di Francesco a tutti i fedeli in cui è l’anima fedele ad essere chiamata a stare unita a Gesù:

“Oh, come sono beati e benedetti quelli e quelle, quando fanno tali cose e perseverano in esse, perché riposerà su di essi lo Spirito del Signore […] e sono figli del Padre celeste del quale compiono le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo. Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l’anima fedele si unisce al Signore nostro Gesù Cristo” (FF 178/2).

La “Vergine fatta Chiesa” e la “Sposa dello Spirito Santo”, Maria è Madre di Dio e Madre nostra. Probabilmente per qualcuno potrebbe bastare rimanere fermi a contemplare la bellezza di Maria e di come Francesco di Assisi ne era devotamente legato sì da dedicarle anche una quaresima. Ma tutti noi chi vogliamo essere? Come possiamo esprimere il nostro sentirci devoti di Maria, figli di sì grande Madre?

Guardando Maria e ancora attingendo alla bellezza degli scritti del Poverello d’Assisi sentiamoci interrogati ad essere in questo nostro tempo come Maria, testimoni credibili della fede in Cristo con l’amore, la rettitudine e l’esempio:

“Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo per mezzo del divino amore e della pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri” (FF 178/2).

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