Quale autorità

Quale autorità

Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione
Sabato della VIII settimana del T.O

Letture: Sir 51,17-27; Sal 18;  Mc 11,27-33

Riflessione biblica 

“Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?”. Il miglior commento a queste domande mi sembra che sia: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. La risposta già l’aveva dato la folla che ascoltava Gesù: “Giunsero a Cafarnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.” (Mc 1,21-22). Anzi, testimoniavano: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!” (Mc 1,27). Gesù si appella alla testimonianza che Giovanni Battista gli aveva reso: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio” (Gv 1,32-34). E ancora: “Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lui deve crescere; io, invece, diminuire” (Gv 3,26-30). Gesù, pur stimando Giovanni, ha affermato con forza: “Io non ricevo testimonianza da un uomo; perché ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato” (Gv 5,34-38). Il problema non è sapere con quale autorità Gesù opera la nostra salvezza, ma credere in Gesù e rinnovare il nostro cuore accogliendo lui e la sua parola di salvezza. Infatti, “vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede, perché se con la tua bocca proclamerai: ‘Gesù è il Signore!’ e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza” (Rom 10,8-10).

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