Luce e sale per dar senso alla vita

Luce e sale per dar senso alla vita

Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione

Letture: 2Cor 1,18-22;Sal 118; Mt 5,13-16

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario

Riflessione biblica

“Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo”. Due immagini vengono proposte alla nostra riflessione personale; entrambe sono collegate allo spirito delle “Beatitudini del discorso della Montagna”: esse danno gusto al nostro vivere quotidiano e danno testimonianza di luce a coloro che sono lontani dal messaggio di Gesù. Le “beatitudini” devono trasformare la nostra esistenza e rendere luminoso il cammino di fede, tanto che gli uomini possono “vedere le nostre opere buone e rendere gloria al Padre che è nei cieli” (Mt 5,16). “Voi siete il sale della terra”: per gli antichi il sale rientrava tra le cose essenziali per la vita: “Le cose di prima necessità per la vita dell’uomo sono: acqua, fuoco, ferro, sale …” (Sir 39,26); ma l’uso esagerato di esso può essere deleterio e segno di morte: “A testimonianza di quella malvagità (di Sodoma e Gomorra) esiste ancora una terra desolata, e, a memoria di un’anima incredula, s’innalza una colonna di sale” (Sap 10,7). Per il mondo biblico, il sale è segno dell’alleanza con Dio: “nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell’alleanza del tuo Dio” (Lev 2,13) e segno della benevolenza di Dio: “Eliseo si recò alla sorgente delle acque e vi versò il sale, dicendo: «Così dice il Signore: “Rendo sane queste acque; da esse non verranno più né morte né aborti” (2Re 2,21). In base a tutto ciò, il cristiano non deve essere segno di morte, ma segno di vita e di benessere spirituale. La sua azione deve sanificare gli ambienti in cui rende la sua testimonianza a Gesù: “Comportatevi con saggezza con quelli di fuori, approfittando del tempo opportuno. La vostra parola in ogni tempo (sia) con grazia, condita con sale, in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve” (Col 4,6). Il credente deve avere gusto nel presentare il messaggio salvifico del Vangelo e trasmettere sapienza che sia luce per gli altri. Deve manifestare agli altri la luce di Cristo: “Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,21); e divenire luce in Gesù: “Un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; e il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5,8-9).

Lettura esistenziale

a consapevolezza di ciò che siamo è fonte di vera pace nel cuore, specie quando ciò che accade ci causa turbamento e rimaniamo intrappolati nelle logiche dell’Ego, che tendono a torturarci, toccando tutte quelle fragilità che richiamano difese estreme e chiusure. E’ proprio allora che possiamo ascoltare la voce di Gesù che ci dice :”voi siete il sale della terra”. Possiamo riconoscere il nostro dolore, accoglierlo amorevolmente e con umiltà affidarci al Padre. Proprio questa esperienza di fede ci fa sentire lo Spirito del Signore in noi, ci da la vita, che ha il sapore di Dio, diverso dal sapore del mondo ed è così buono che ci fa diventare come lui, è la nostra identità di discepoli, chiesa nel mondo che dà sapore a tutte le cose. Il sale in noi non cambia le cose, in loro si dissolve, si perde, diventa presenza invisibile, che esiste per gli effetti buoni che produce. Lo Spirito Santo in noi ci fa essere sale, ci indica che donarci è rendere buone tutte le cose, entrando in relazione intima, nel rispetto e senza alcuna imposizione o visibilità . Gesù ci dice che siamo anche “luce” e siamo illuminati proprio guardando a lui, che brilla dall’alto della croce, nel venerdì santo. Possiamo riflettere nel mondo la sua luce, che svela la nostra identità di figli e fratelli. Come il sale , anche la luce non modifica la realtà, così noi, esalta colori e forme, ha senso solo nell’unione con le cose del mondo e niente può più restare nel buio. Impariamo a rimanere in comunione con il Signore e tutto si esprimerà spontaneamente, non bisogna sforzarsi di manifestare chissà cosa, traspare, si irradia qualcosa, non può restare nascosta. Non possiamo dimostrare la fede , ma semplicemente, essere noi stessi, nella verità, vivendo relazioni autentiche, compiendo gesti spontanei, senza pretese o subdole strategie. Allora comunicheremo veramente la presenza del Signore, la gioia di essere figli amati, e vivendo da fratelli il mondo riconoscerà che lui è Padre, saremo una cosa sola in lui.

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