Diocesi di Mazara, torna “Le vie dei tesori”

Diocesi di Mazara, torna “Le vie dei tesori”

Anche quest’anno le città di Marsala e Mazara del Vallo, facenti parte del territorio diocesano, partecipano all’edizione de “Le vie dei tesori”. Il primo week-end si è già svolto, ma per altri due fine settimana (fino al 26 settembre) si potranno visitare luoghi storici delle due città.

La città di Marsala è alla sua terza partecipazione al Festival, sempre con il supporto logistico di “Nonovento”. Per la prima volta in assoluto si potranno visitare i resti di una ricca casa lilibetana del periodo romano imperiale con i suoi bellissimi mosaici di stile africano, scoperta presso il Teatro Impero. Ma in città sono dieci i siti che apriranno le porte alle visite guidate: dal famoso Campanile del Carmine aperto per la prima volta due anni fa, alla cripta della chiesa di San Francesco con inattesi affreschi manieristi; dalla chiesa del Purgatorio con la cupola a maioliche verdi, a San Pietro e Paolo (soltanto a giugno scorso è stata riaperta al culto) che nasce come chiesa del convento delle suore Oblate Benedettine che accoglievano le fanciulle facoltose; agli stucchi barocchi della chiesa di Santo Stefano, con il suo camminamento segreto. Si scenderà nel complesso ipogeico di Santa Maria della Grotta e si scopriranno le nicchie e gli arcosoli affrescati delle Latomie; e non mancherà di commuovere il santuario della Madonna Cava nata per accogliere una Madonnina miracolosa. Da non perdere la vista dalla terrazza di palazzo VII aprile. L’info point è presso l’Ufficio Turistico, via XI Maggio, 100 (sabato e domenica, dalle 10 alle 18).

A Mazara del Vallo le visite avverranno col supporto di “Periferica”. Chi cerca l’anima religiosa di Mazara, non avrà che l’imbarazzo della scelta: in quella che fu la più estesa e ricca Diocesi di Sicilia, voluta da re Ruggero, sono ancora rintracciabili chiese e cappelle spesso di stili sovrapposti che raccontano una città a strati, che si sfoglia come una cipolla. A partire dalla Regale Abbazia di Santa Maria dell’Alto (o delle Giummarre) che secondo la tradizione, parrebbe risalire al 1085, anche se gli storici non sono d’accordo tra loro sulla datazione. È considerata un monumento normanno tra i più interessanti del periodo, unico esempio in Sicilia occidentale di copertura a volta a botte traversa, con estradossi a vista. C’è poi San Francesco nata in stile arabo-normanno, che divenne convento francescano, caserma dei carabinieri, poi carcere femminile, fino al 1970 quando fu abbandonata: è stata restaurata da appena un anno; San Michele Arcangelo, la chiesa del Monastero delle Benedettine, un tesoro barocco inaspettato, con uno stupendo pavimento di maiolica cosparso di fiori splendenti; e San Giuseppe, appena restaurata, nata  come un semplice e piccolo oratorio dedicato al santo protettore dei falegnami, ma poi rimaneggiata e ingrandita, decorata con pitture e stucchi. E se il Collegio dei Gesuiti oggi si è trasformato in uno spazio espositivo (ospita una sala dedicata a Pietro Consagra con le sue opere grafiche e una mostra di miniature di chiese e del castello normanno, realizzati in scala e con materiali di recupero da Ignazio Auguanno), merita una visita di certo Santa Caterina, fondata nel 1318 con il vicino monastero (che non esiste più), dalla nobile Giovanna de Surdis: nel XVIII secolo si trasformò in un gioiello barocco con un’estrosa facciata abbellita da una ricca decorazione in calcarenite, tra motivi a foglie e conchiglie, mascheroni grotteschi e angeli. Visite anche a Casa Lombardo, cantiere aperto, casual, pop, una sorta di Biennale di Venezia in piccolo. E visite anche al teatro Garibaldi. L’info point è presso la Pro Loco Mazara, in via XX settembre, 5 (sabato e domenica, dalle 10 alle 18). Informazioni e ticket su www.levideitesori.com

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