Presso la Croce

Presso la Croce

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Beata Vergine Maria Addolorata

Letture: Eb 5,7-9; Sal 30; Gv 19,25-27

Riflessione biblica

“Simeone disse a Maria, sua madre: Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori” (Lc 2,33-35). Maria e Gesù non possono essere separati: sono uniti nel mistero glorioso della nascita di Gesù, sono uniti nel mistero doloroso della passione e morte di Cristo. Gesù è “segno di contraddizione per molti”: segno di salvezza per chi lo riceve nella fede, ma anche pietra d’inciampo per chi non accetta il suo messaggio di speranza e di amore. Gesù non è venuto per condannare, ma è venuto per cercare le pecore perdute del gregge di Dio: “Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia” (Ez 34,15-16). Il dolore di Maria è grande sotto questo aspetto e continua a ripetere a ciascuno di noi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5). È l’invito della madre di Gesù, che ci ricorda che “senza Gesù non possiamo far nulla” (Gv 15,5). Egli è “la pietra d’angolo”, su cui si poggia la nostra fede e il nostro cammino di salvezza: “Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e un sasso che fa cadere; ma chi crede in lui non sarà deluso” (Rom 9,33; Is 28,16). Ecco “la spada che trafigge l’anima” di Maria: non solo l’ostilità aperta e dichiarata dei non-credenti, ma anche l’indifferenza e l’indurimento di tanti che si proclamano credenti e seguono altre vie che non sono Gesù, che è la via che conduce alla verità e alla vita. Egli è “la parola di Dio viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebr 4,12).

Lettura esistenziale

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèopa e Maria di Magdala” (Gv 19,25). Maria sta presso la croce del Figlio, con la fede di chi sa che la croce, il dolore, la morte non sono l’ultima parola, ma la penultima. L’ultima parola si chiama Resurrezione ed esprime la vittoria di Dio su tutto il resto. Ciò non toglie che Maria ai piedi della croce abbia sofferto vedendo il proprio Figlio deriso, oltraggiato e ripagato con la condanna ad una morte infame, dopo essere passato in mezzo a noi sanando e beneficando.

Maria è sempre accanto alla croce di ogni uomo e donna, come una Madre è accanto al capezzale del proprio figlio sofferente ed intercede per noi.

La sofferenza e la prova sono delle occasioni che ci permettono di far emergere le potenzialità che Dio ha messo in noi, sono delle “sfide” a dare il meglio di noi stessi, sostenuti dalla Grazia di Dio. La sofferenza acquista un senso, è preziosa, se, uniti a Cristo, ne facciamo un’offerta d’amore. Essa, in sé stessa, non è un valore e pertanto non è desiderabile, ma dal momento che il Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, da innocente non l’ha scartata pur potendolo fare, ma si è degnato di abbracciarla per la nostra salvezza, l’ha santificata, le ha dato senso, dignità, l’ha resa preziosa.

Spesso, quando siamo nella prova, chiediamo a Dio di liberarcene, è umano. Noi vorremmo un Dio che ci tolga la sofferenza, mentre Lui ha scelto di condividerla con noi, di entrarci dentro, di portare con noi e per noi la croce per darci forza nelle nostre debolezze. Perciò dovremmo fare un passo avanti e pregare non perché il Signore ci tolga la prova, ma perché in essa possiamo dargli gloria e possiamo crescere nella fede, nella speranza e nella carità, facendone un’offerta d’amore e così rendendola fruttuosa per noi stessi e per la salvezza delle anime che Dio ci ha affidato, chiedendo la nostra collaborazione.

Il Signore ce lo conceda per intercessione della Vergine Maria.

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