Quirinale, il giurista Lucarella: “Sicuro il voto in presenza. Il nuovo Presidente un inedito nella storia repubblicana.

Quirinale, il giurista Lucarella: “Sicuro il voto in presenza. Il nuovo Presidente un inedito nella storia repubblicana.

di Salvatore Di Bartolo – Lunedì 24 gennaio si apriranno ufficialmente i giochi per l’elezione del prossimo Capo dello Stato. A meno di dieci giorni dall’inizio delle votazioni molti restano ancora gli interrogativi da fugare, a cominciare dal nome del successore di Sergio Mattarella. Sul voto per il Colle, incombe poi anche la grande incognita Covid, che potrebbe finire col comportare effetti tutt’altro che trascurabili. 

Abbiamo voluto approfondire la questione con l’avvocato Angelo Lucarella. Giurista e Vice Presidente della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico, Lucarella è anche Direttore del dipartimento di Studi politici, costituzionali e tributari della Federiciana Università popolare, saggista e analista per riviste nazionali ed internazionali in ambito politico e costituzionale.

Il prossimo 24 gennaio si apriranno i giochi per eleggere il successore di Sergio Mattarella. Sul voto incombe però l’incognita Covid che potrebbe comportare l’assenza di un non indifferente numero di grandi elettori. È concreto il rischio di inficiare l’elezione del nuovo Presidente? Non credo. Le regole stabilite consentiranno di svolgere le c.d. “chiame” in via contingentata e spalmando i turni di ingresso e uscita. Ad ogni modo l’elezione del Presidente della Repubblica è connotata da continuità; ciò significa che è importante rispettare i requisiti di elezione previsti dall’art. 83 della Costituzione (2/3 degli aventi diritto e maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi). Quindi il rischio è davvero minimo se non quasi inesistente.

Quand’anche dovesse essere raggiunto il numero legale, ma si registrasse un focolaio all’interno di un gruppo parlamentare, si avrebbe un evidente sbilanciamento della par condicio nella rappresentanza. In questo caso, il futuro Presidente rischierebbe in qualche modo di essere delegittimato? Eleggere un Presidente delegittimato sarebbe un non senso od un contro senso. Credo che con le misure di sicurezza e contingentamento sia davvero ridotto al minimo tale rischio. Ad ogni modo il virus è come lo conosciamo. Non si vede se c’è. Giusta la decisione di rendere obbligatorio il tampone il giorno del giuramento con la seduta comune al completo atteso che il green pass, per quanto utile sul fronte della protezione vaccinale, non è oggettivamente funzionale a garantire che non ci siano eventuali contagiati. Non lo dico io, ma è risaputo e assodato questo fatto.

Ritiene praticabile l’ipotesi di una votazione a distanza facendo ricorso al voto elettronico? Ammetto che non sono molto per i voti a distanza e telematici. Per cui meglio che sia il tutto contingentato e in piena sicurezza, ma in presenza. Quanto alla concreta praticabilità a poche ore dal voto la vedo difficile atteso anche il fatto che le regole per il voto sono state rilanciate da più agenzie di stampa. Poi tutto può cambiare se necessario.

Un pronostico per concludere. Chi sarà, secondo Angelo Lucarella, il prossimo Presidente della Repubblica Italiana? Non sono avvezzo ai pronostici. Se proprio devo, da mesi sostengo che la chiave di volta è nella traccia iniziata al Senato post voto del 4 marzo 2018. Potrò sbagliarmi, ma almeno mi consenta l’attenuante del fatto che non propongo nomi. E per un giurista vale, battute a parte. Di sicuro, questo sì, sarà un Presidente molto diverso dall’uscente che, a prescindere dai punti di vista, ha dato lustro al Paese. È riconosciuto anche sul piano sovranazionale. Non credo all’ipotesi del Mattarella bis, ma ad un inedito nella storia repubblicana. 

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