Sarai pescatore di uomini

Sarai pescatore di uomini

Commento di Fra Giuseppe di Fatta

V domenica del Tempo Ordinario

I Lettura Is 6,1-2.3-8
Eccomi, manda me!
Salmo (Sal 137)
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
II Lettura 1Cor 15,1-11
Così predichiamo e così avete creduto.
Vangelo Lc 5,1-11
Lasciarono tutto e lo seguirono.

Un caro saluto di gioia e pace a tutti voi!

Ascoltiamo il Vangelo secondo Luca in questa quinta domenica del tempo ordinario.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Il Vangelo di questa domenica ci fa ascoltare la vocazione dei primi discepoli. Il tutto avviene mentre Gesù predica alla folla, assetata di ascoltare la parola di Dio. Per potersi fare ascoltare meglio, Gesù sale sulla barca di Pietro, trasformandola così in un originale ambone.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Un lavoratore esperto come Pietro che, su questioni di pesca, si fa consigliare da un maestro che di mestiere faceva il falegname! Stanco per aver lavorato tutta la notte, deluso e probabilmente innervosito per averlo fatto inutilmente. Eppure si fida. Di lui, della sua autorevolezza, della sua parola. Prende il largo e getta le reti. È la fede che fa miracoli, non sono i miracoli che fanno la fede. Anche in questo caso possiamo parlare di moltiplicazione dei pesci…

Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Le reti quasi si rompevano, le barche quasi affondavano… Quel doppio quasi è la misura della nostra fragilità e della sua misericordia! Il Signore non ci abbandona mai, non ci lascia mai soli. Anche quando sembra che tutto stia affondando, Lui è con noi per custodirci e proteggerci.

Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. Quando si fa un’autentica esperienza di Dio, il primo sentimento che emerge nel cuore umano è l’indegnità e la consapevolezza del proprio peccato. Davanti alla luminosa verità di Dio, emerge, in contrasto, la miserevole verità dell’uomo. Gesù è un ex falegname. Ma adesso anche Pietro sarà un ex pescatore! Quando la strada dell’uomo incrocia la via di Dio, intraprende una nuova direzione, inaspettata, inedita, sorprendente. Il Signore ti cambia la vita, la mentalità, il linguaggio, le scelte, le abitudini, il cuore. Ti può cambiare anche il mestiere e affidarti una nuova missione. Vi voglio confidare una cosa: a me ha cambiato la voce… Forse pochi sapete che da giovane, prima della mia conversione e vocazione, io suonavo la chitarra in un gruppo musicale di amici (allora si chiamavano complessi ) e facevamo qualche matrimonio, guadagnando qualcosa. Ebbene io suonavo, ma ero l’unico a non cantare perché, mi dicevano, ero intonato ma non avevo una buona voce. Solo dopo l’incontro con il Signore ho cominciato a comporre, perché evidentemente avevo qualcosa da comunicare, e a cantare, perché evidentemente la voce mi era cambiata! Tutti e ciascuno abbiamo ricevuto una vocazione e una missione. Diverse l’una dall’altra, ma complementari e a servizio del regno di Dio, nella Chiesa. In forme e modi diversi, tutti siamo chiamati a lasciare qualcosa, a lasciarci cambiare, per seguire il Signore. Mentre lo ringraziamo per la vocazione ricevuta, lo supplichiamo di mantenerci fedeli agli impegni assunti. E lo preghiamo perchè continui a chiamare operai nella sua messe.

Una santa e serena domenica a tutti!

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