La libertà di Dio supera le tradizioni degli uomini

La libertà di Dio supera le tradizioni degli uomini

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì della V settimana del Tempo Ordinario

Letture: 1Re 8,22-23.27-30; Sal 83; Mc 7,1-13

Riflessione biblica

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini” (Mc 7,1-13). È una tentazione ricorrente quella di attaccarci alle “tradizioni” e mettere da parte il comandamento di Dio: “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato” (1Gv 3,23). Pertanto, è necessario “non prestare fede ad ogni spirito, ma mettere alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio” (1Gv 4,1). Stiamo attenti a “non lasciarci imporre precetti quali: Non prendere, non gustare, non toccare” (Col 3,21), cioè a non farci imporre digiuni, coroncine, pretese rivelazioni e quanto altro. Spesso sono “prescrizioni e insegnamenti di uomini, che hanno parvenza di sapienza con la loro falsa religiosità e umiltà e mortificazione del corpo, ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne” (Col 2,22-23). Né Gesù né S. Paolo condannano “la tradizione”, ma quella tradizione che non solo non si ispira alla “parola di Dio”, ma apertamente va contro di essa. Di più: annulla il comandamento dell’amore e rende schiavi “dei precetti degli uomini”. Lo ha detto Gesù ai farisei: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!. Ed egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?”. Ciò che conta è amarsi a vicenda e non ridurre la vita spirituale, il nostro culto interiore al Signore, ad un’osservanza esteriore di leggi, riti e altre formalità religiose. Il nostro impegno spirituale parte dal cuore: è rapporto d’amore con Dio e con Gesù, e in Gesù con il prossimo. Dove c’è amore, non c’è bisogno di leggi, precetti, tradizioni da osservare. L’ha detto bene Paolo: “Se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge” (Gal 5,18). Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù: “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). E lo Spirito ci guiderà per la via dell’amore e produrrà nel nostro cuore “l’amore, che è gioia, pace, pazienza, mitezza e dominio di noi stessi secondo il progetto di Dio” (Gal 5,22).

Lettura esistenziale

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” (Mc 7, 6). Quando la religione smarrisce il suo senso autentico e si riduce a pratica di usanze secondarie, che soddisfano piuttosto il bisogno umano di sentirsi a posto con Dio, essa si svuota della sua essenzialità. Gesù è libero di fronte alle regole, non le abolisce ma vi entra nel profondo, nello spirito autentico, senza cadere nel legalismo. Cristo ha compendiato tutte le norme in un solo comandamento: l’amore di Dio e del prossimo.

L’apostolo Paolo afferma con una frase breve, stupenda, lapidaria, chiarificatrice: “Tutta la Legge, infatti, trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Gal 5, 14). Questa frase ci dice ciò che deve stare alla base del comportamento cristiano, ciò che deve ispirarlo sempre: l’amore. L’apostolo vede nell’attuazione di questo comandamento il pieno adempimento della legge. Essa, infatti, dice di non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare… e si sa che chi ama non fa tutto questo: chi ama non uccide, non ruba, ecc.

Chi ama però non evita soltanto il male. Chi ama si apre sugli altri, vuole il bene, lo fa, si dona: arriva a dare la vita per la persona amata. Per questo, Paolo scrive che nell’amore del prossimo non solo si osserva la legge, ma si ha «la pienezza» della legge. L’amore verso il prossimo è espressione dell’amore verso Dio. Amare Dio, infatti, significa fare la sua volontà e la sua volontà è che amiamo il prossimo. Solo così potremo onorare Dio non solo con le labbra ma anche con il cuore e con tutto il nostro essere.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *