Trecastagni festeggia i Santi Fratelli Martiri, l’Arcivescovo: «Seguiamo l’esempio dei santi»

Trecastagni festeggia i Santi Fratelli Martiri, l’Arcivescovo: «Seguiamo l’esempio dei santi»

Riprendono vita dopo 2 anni di pausa a causa della pandemia i tradizionali festeggiamenti di Sant’Alfio, Filadelfo e Cirino nel comune di Trecastagni, dove sono ritornati i colori, le luminarie, gli odori, le bancarelle e soprattutto i numerosi devoti per rivivere una delle più caratteristiche espressioni di pietà popolare.

Sono migliaia i pellegrini che raggiungono il santuario dai comuni limitrofi di Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Belpasso, Ragalna, Paternò, ecc. Fedeli che in modi diversi si avventurano nell’estenuante pellegrinaggio, lungo anche 20-30 chilometri con ceroni, abiti tradizionali e taluni anche a piedi scalzi.

È stato l’Arcivescovo Monsignor Luigi Renna a presiedere la celebrazione di giorno 11 maggio, nella sua prima visita ufficiale nel centro etneo, il quale nell’omelia ha detto «Vorrei che tutti noi tornando alle nostre attività, dopo il pellegrinaggio, conservassimo qualcosa di questa esperienza festosa e al contempo spirituale. Qui avete portato la cera, ma a casa cosa porterete? Dall’incontro con i tre i Santi non si torna indietro a mani vuote, ma con la grazia di Dio, con i Sacramenti, accompagnati dalla Parola di Dio che ci è stata proclamata».

Presenti alla celebrazione, insieme al clero locale, il sindaco Giuseppe Messina, le autorità civili e militari. Insieme a loro diverse rappresentanze di associazioni e confraternite provenienti dalle parrocchie del vicariato.

«Abbiamo coscienza che anche noi come Alfio, Filadelfo e Cirino siamo messi ogni giorno di fronte al rischio di essere separati da Cristo? -ha proseguito Mons. Renna – Se vogliamo portare a casa la luce scaturita dalla testimonianza dei Santi, dobbiamo farlo chiedendoci cosa ci separa dall’amore di Cristo. L’assenza della preghiera, che ci allontana dalla sacralità della festa; la mancanza di amore per il proprio coniuge, vera mina della fedeltà coniugale; o il venir meno del senso della genitorialità a causa della sempre maggiore deresponsabilizzazione nei confronti dei componenti più deboli della famiglia. Badate – ha poi aggiunto con tono severo – quando non mandate i vostri figli a scuola, non solo vi trovate in difetto con le leggi dello stato, ma commettete un grave peccato, perché li condannate all’ignoranza, offrite manovalanza alle associazioni malavitose. Oggi vogliamo invocare i nostri Santi perché la nostra vita somigli sempre più alla loro. A cominciare da voi cari genitori, che dovete prodigarvi con tutte le forze per mantenere unite le vostre famiglie».    

Il culto dedicato ai tre fratelli è uno dei più diffusi in tutta la Sicilia orientale. A loro sono dedicati diverse chiese, dove la presenza di pellegrini è particolarmente numerosa. All’interno della sacrestia del santuario si trova anche un museo con moltissimi ex voto, donati dai fedeli sin dal 1867 ad oggi, comprendenti tavolette raffiguranti gli eventi miracolosi, arti e parti del corpo sanati, riprodotti in cera, plastica o in argento. E poi ancora lettere, fotografie, documenti, disegni, quadri, ricami.

«Visto che la nostra provincia è particolarmente nota per l’abbandono scolastico – ha concluso Mons. Renna- vorrei vedere tra gli ex voto anche qualche lettera che esprima gratitudine per il ritorno a scuola del proprio figlio. Preghiamo e portiamo a casa la luce della testimonianza dei tre santi che ha riscaldato il cuore di noi tutti in queste giornate di festa».

(Fonte: Prospettive – Alessandro Rapisarda)

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