Com-passione Con- divisione = Dono

Com-passione Con- divisione = Dono

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Letture: Ger 28,1-17; Sal 118;  Mt 14,13-21

Riflessione biblica

 “Sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro” (Mt 14,13-21). Un racconto composito: la compassione di Gesù, la sua premura per la fame di chi lo seguiva, la benedizione sui pani. Sentì compassione per loro e guarì i loro malati” (Mt 14,14): egli è il pastore di “questo gregge senza pastore” (Mt 9,36), delle “pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 10,6), a cui è stato inviato per guarirli e salvarli: “Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia” (Ez 34,16). La sua compassione arrivò al punto che “si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato” (Is 53,4). Anche oggi Gesù si preoccupa di noi, delle nostre infermità: egli è luce nei momenti bui della vita, nelle nostre fragilità, nelle nostre incoerenze; non ci fa sentire soli: ci sostiene nel cammino della fede. Voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14,16): moltiplica il pane per la folla che lo seguiva, gesto che insegna ai discepoli a saper condividere quel poco che si ha con chi è nel bisogno: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,17-18). Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla” (Mt 14,19): gesto che ricorda l’Eucaristia: “Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Abbiamo bisogno del pane quotidiano per alimentare il nostro corpo, abbiamo bisogno di nutrirci del pane del cielo, per nutrire la nostra unione con Gesù e in lui divenire un solo corpo e un’anima sola: “Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,16-17). Nutrendoci del corpo e sangue di Gesù, impariamo la legge dell’amore, Eucaristia vivente per il bene dei fratelli: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Lettura esistenziale

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati” (Mt 14, 14). Il Vangelo odierno ci presenta Gesù che appresa la notizia della morte di Giovanni Battista, ricerca un luogo silenzioso e appartato per “elaborare il lutto”, come si direbbe oggi. Un bisogno del tutto umano, però di fronte ad una folla bisognosa di guarigione fisica e spirituale che Lo cerca, Egli mette da parte i propri bisogni leciti per soddisfare quelli altrui. Proprio come farebbe una madre. Proprio come siamo chiamati a fare anche noi, come figli genuini di Dio. Com’è bella questa Parola del Signore che ci rivela i sentimenti del Cuore di Gesù. Un Cuore capace di provare compassione. Un Cuore profondamente e pienamente umano, nel senso più bello e più compiuto.

Se vogliamo raggiungere la vera pienezza della nostra umanità, dobbiamo tendere ad assimilare e fare nostri i sentimenti del Cuore di Cristo. Il fine della via cristiana, infatti, non è che questo: conformarci pienamente a Cristo Gesù Signore nostro. Come scrive anche S. Paolo: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Fil 2, 5).

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