Il senzatetto che custodiva la chiesa e vegliava il Santissimo

Il senzatetto che custodiva la chiesa e vegliava il Santissimo

La storia di Gianvilli, il senzatetto che custodiva la chiesa e vegliava il Santissimo. A raccontarla a Sir sono i collaboratori della parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria. Gianvilli è morto per un tumore e le esequie si svolgeranno domani alle 9.30 nella parrocchia dove ha servito per lungo tempo. La storia di Gianvilli Nacinovic è una di quelle che testimonia come l’amore verso Dio non può che tradursi in amore per il prossimo. Gianvilli era un senza fissa dimora originario della Croazia, che da anni viveva a Roma. Un giorno per caso si trovò a passare dalla parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria e venne attratto dal portone sempre spalancato. La chiesa infatti, eccetto che nei mesi di luglio ed agosto, è aperta ininterrottamente dalle 7 alle 22 per l’Adorazione eucaristica perpetua che fra il sabato e la domenica si prolunga tutta la notte. Una mattina un collaboratore parrocchiale che aveva il turno di adorazione lo vide seduto vicino la porta in fondo alla chiesa e lo invitò a venire in cappellina per pregare. Da quel momento Gianvilli diventò un membro della comunità.

I parrocchiani lo iniziarono a conoscere e ogni giorno qualcuno gli preparava da mangiare, ma Gianvilli non rimase certo con le mani in mano, si diede da fare aiutando con le pulizie e innaffiando le piante. Allo stesso tempo venne gradualmente coinvolto nell’Adorazione eucaristica perpetua, iniziò prendendosi un’ora da coprire e quando mancava qualcuno lui era sempre disponibile per non lasciare il Santissimo solo. “Quando c’era Gianvilli si poteva stare tranquilli – spiegano dalla parrocchia -, anche se un adoratore all’ultimo momento non poteva venire rimaneva lui a vegliare il Santissimo. Gianvilli di fatto era diventato il custode della chiesa nelle ore e nei giorni più critici. Questo impegno lo portò a voler entrare nel Cammino neocatecumenale”. Coinvolse anche i suoi amici senza fissa dimora, portandoli ai pranzi che si organizzavano nei locali parrocchiali. E proprio durante il pranzo prima di Natale venne fuori un’altra idea: era da poco terminato l’Anno di San Giuseppe ed il Papa stava tenendo delle catechesi su questo grande Santo, così uno dei collaboratori propose ai poveri presenti di partecipare il mercoledì successivo all’udienza generale. Furono ben lieti di questa proposta, così due giorni dopo Gianvilli ed i suoi amici vennero accompagnati nell’Aula Paolo VI per vivere questo momento che li lasciò davvero entusiasti. Si trattò di un vero e proprio regalo di Natale perché dicevano di aver sempre sentito loro vicino il Santo Padre e vederlo dal vivo fu una grande emozione.

Nel mese di gennaio però le cose cambiarono, Gianvilli scoprì di avere un tumore che lo porterà ad essere più volte ricoverato ed operato. Il parroco ed i parrocchiani non lo hanno mai lasciato solo. Le cose però si aggravarono e la notte del 1° luglio Gianvilli è morto. Per “non lasciarlo solo nemmeno nel suo ultimo viaggio” il parroco e i parrocchiani hanno invitato tutti, anche chi non lo conosceva , a partecipare alle esequie che sono celebrate oggi 6 agosto, Trasfigurazione del Signore.

Sono state avviate le pratiche per poter assicurargli una degna sepoltura, grazie al protocollo d’intesa stipulato fra Caritas, Comunità di Sant’Egidio., È stata inoltre avviata una raccolta fondi per sostenere le spese non comprese nel protocollo d’intesa e la gente, come sempre, sta dimostrando una grande generosità. “Questa è una storia come tante altre – concludono i parrocchiani – , vissuta nel silenzio, ma è una di quelle che edifica non solo la comunità che lo ha accolto ma l’intera Città di Roma che, da sempre, ha un’attenzione particolare attenzione per i poveri”.

(Fonte: agensir.it)

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