La lampada accesa della vera Sapienza

La lampada accesa della vera Sapienza

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Santa Teresa Benedetta della Croce, patrona d’Europa

Letture: Os 2,16.17.21-22; Sal 44; Mt 25,1-13

Riflessione biblica

“Le sagge, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi” (Mt 25,1-13). Essere vigilanti ed accorti è segno di saggezza: la sapienza infatti non si compra al mercato, perché “il Signore a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano” (Sir 1,10), e la si apprende nella docilità del cuore: A essa ho rivolto la mia anima e l’ho trovata nella purezza. In essa ho acqui-stato senno fin da principio, per questo non l’abbandonerò” (Sir 51,20). Santa Teresa Benedetta, al secolo Edith Stein, fu donna saggia, sempre in cammino alla ricerca della vera sapienza: “Se tenderai il tuo orecchio alla sapienza, e inclinerai il tuo cuore alla prudenza, se la ricercherai come l’argento e per averla scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la conoscenza di Dio” (Prov 2,2-5). Affascinata dalla filosofia feneomenologica di Husserl, rischiò di perdere i valori religiosi del giudaismo e il contatto con il Dio dei suoi padri. Ma Dio guidò il suo cammino per le vie della vera saggezza: la lettura di un libro di Santa Teresa d’Avila e la preghiera di una donna semplice in una cappella di provincia l’aiutarono a restaurare il “vaso della sua fede” ed acquistare “l’olio dell’amore”, e si trovò pronta a ricevere il suo Signore. Colpita dall’esempio di quella donna semplice ma devota, imparò che la Verità non è una dottrina ma una persona vivente, un amore grande da corrispondere. Illuminata dalla saggezza di Santa Teresa, scoprì la “sapienza della Croce”, e in essa camminò spedita, comprendendo pienamente che per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,24). Non cercò più “segni”, ma Gesù crocifisso fu il segno efficace del suo vivere e del suo amare. La sua fede divenne “vaso prezioso”, splendente della luce di Cristo crocifisso, il suo amore “olio profumato e prezioso”, che la rese partecipe ad Auschwitz della sofferenza di Gesù, “centro della sua vita” e le permise di “entrare con lui alle nozze eterne del suo Regno” (Mt 25,10). Di lei si può dire: “O Cristo, grazie a te le lampade delle anime non si spengono mai, ma il fuoco divino e spirituale della carità brucia in tutti, nello spirito e nel corpo, alimentato dallo stesso olio (= carità) di Cristo” (Origene).

Lettura esistenziale

“A mezzanotte si levò un grido: ‹‹Ecco lo sposo! Andategli incontro!››” (Mt 25,  6). In questa celebre parabola, Gesù racconta di dieci vergini invitate ad una festa di nozze, simbolo del Regno dei cieli, della vita eterna (Mt 25,1-13). È un’immagine felice, attraverso la quale però Gesù insegna una verità che ci mette in discussione; infatti, di quelle dieci vergini: cinque entrano alla festa, perché, all’arrivo dello sposo, hanno l’olio per accendere le loro lampade; mentre le altre cinque restano fuori, perché, stolte, non hanno portato l’olio.

Che cosa rappresenta questo «olio», indispensabile per essere ammessi al banchetto nuziale? Sant’Agostino (cfr Discorsi 93, 4) e altri antichi autori vi leggono un simbolo dell’amore, che non si può comprare, ma si riceve come dono, si conserva nell’intimo e si pratica nelle opere. Vera sapienza è approfittare della vita presente per compiere opere di misericordia, perché, dopo la morte, ciò non sarà più possibile. Quando saremo risvegliati per l’ultimo giudizio, questo avverrà sulla base dell’amore che abbiamo praticato durante la vita terrena (cfr Mt 25,31-46). La parabola si conclude con l’esortazione di Gesù alla vigilanza: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25, 13).

Nel giorno del nostro Battesimo il Sacerdote, presentandoci la lampada accesa ci ha rivolto queste parole: “Ricevi questa lampada accesa e conserva intatto il tuo Battesimo, pratica i comandamenti di Dio, perché quando il Signore verrà per le nozze eterne tu possa andargli incontro con tutti i suoi Santi”. Ancora S. Agostino, commentando questo brano evangelico, diceva: “Che il vento della tentazione e della prova, ravvivi il fuoco della vostra lampada piuttosto che spegnerla”.

E se lo Sposo arrivasse oggi, saremmo pronti a corrergli incontro con le lampade accese, cioè con il cuore pervaso d’amore?

 

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