La grandezza del servo

La grandezza del servo

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

San Bernardo

Letture: Ez 43,1-7; Sal 84; Mt 23,1-12

Riflessione biblica

Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno” (Mt 23,1-12). Di maestri, ce ne sono stati e ce ne sono molti e bisogna avere un sano discernimento spirituale: “Guardatevi dai falsi profeti, dai loro frutti li riconoscerete. Ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni” (Mt 7,15-18). Di maestri che giudicano severamente gli altri ce ne sono stati e ce ne sono ancora: “Tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti ci presenteremo al tribunale di Dio. ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Rom 14,10.12). E ricordiamoci: “Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio? O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?” (Rom 2,3-4). Niente apparenza, ma discernimento e coerenza nella verità e nell’amore. Discernimento: “Non prestiamo fede ad ogni spirito, ma mettiamo alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo” (1Gv 4,1-3). Ascoltiamo Gesù e con lui diverremo profeti di Dio: “Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me” (Gv 6,45). Coerenza: non basta proclamare il Vangelo, bisogna viverlo; “non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio” (Mt 7,21). Non affermiamo la fede con le parole, ma con il cuore: “Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Rom 10.9). Non basta mostrarsi saggi, ma operare in intima unione con Gesù: “Voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1Cor 1,30). E soprattutto “rimanere in Gesù e produrre molto frutto (Gv 15,5). E il frutto che deve produrre il cristiano è quello dello Spirito: l’amore (Gal 5,22).

Lettura esistenziale

 “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo” (Mt 23,11). Gesù ribalta i nostri criteri di grandezza e afferma che il più grande è chi ama di più. La grandezza dell’uomo risiede nel cuore, nella sua capacità di amare secondo lo stile dei Gesù, che è lo stile del servizio. Neanche chi ha la fede è al sicuro dalla tentazione di “servirsi” invece di “servire”. Paradossalmente può nascondersi superbia anche negli ideali di povertà, verginità, giustizia, umiltà, solidarietà. Questo succede quando si abbraccia un ideale per occupare un posto in prima fila. Cristo ribalta questa logica. Egli si è presentato al mondo come servo, spogliando totalmente se stesso e abbassandosi fino a dare sulla croce la più eloquente lezione di umiltà e di amore. Nel brano evangelico odierno, inoltre, Gesù rimprovera gli scribi e i farisei, che avevano nella comunità un ruolo di maestri, perché la loro condotta era apertamente in contrasto con l’insegnamento che proponevano agli altri con rigore. Gesù sottolinea che costoro «dicono e non fanno» (Mt 23,3); anzi, «legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito» (Mt 23,4). Il Vangelo che si annuncia con le parole, ha bisogno di essere confermato nella condotta di chi lo annuncia, altrimenti rischia di essere smentito. Per questo Gesù dice: «Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere» (Mt 23,3). Come discepoli di Cristo, accogliamo questo Vangelo come richiamo alla conversione, per testimoniare con coraggio e generosità una Chiesa che si china ai piedi degli ultimi, per servirli con amore e semplicità.

La Vergine Maria, che aderì pienamente e umilmente alla volontà di Dio, ci aiuti a seguire con gioia Gesù sulla via del servizio, la via maestra che porta al Cielo.

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