Manifestazione a Riesi contro la chiusura della casa salesiana

Manifestazione a Riesi contro la chiusura della casa salesiana

Una manifestazione e anche un Consiglio comunale straordinario contro la decisione della chiusura della casa salesiana di Riesi. Il prossimo 25 settembre, non solo la città di Riesi ma anche tutta la comunità diocesana, a partire dalle 16.45 è invitata a “manifestare il proprio rammarico e dissenso, contro la decisione dei Padri salesiani di lasciare il loro impegno pastorale a Riesi. Alla manifestazione parteciperà il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, che ha appunto invitato tutta la comunità diocesana ad unirsi a questa iniziativa.

I Salesiani arrivarono a Riesi 81 anni fa il 2 marzo del 1941. Quando arrivarono, trovarono due sole chiese aperte al culto, pochissime comunioni quotidiane, organizzazioni cattoliche che vivacchiavano, le altre due chiese abbandonate.
Oggi gestiscono quattro Parrocchie, un Oratorio, una casa di riposo, il cine-teatro Don Bosco con l’arena estiva, un campo sportivo, Radio Catena e sono un importante punto di riferimento per l’intero paese.

“Figli miei amatissimi, il Signore vi concede una grazia segnalatissima che certo tutta la Diocesi vi invidierà: l’invio in codesta dei benemeriti figli di San Giovanni Bosco per prendere la cura delle due parrocchie ed esercitare tutto l’apostolato di bene che è nello spirito della loro Congregazione…”. Così scriveva ai riesini il vescovo monsignor Mario Sturzo il 26 febbraio 1941, in occasione dell’inizio della missione pastorale dei Salesiani a Riesi.
L’Opera Salesiana di Riesi fu voluta da un prete, un Vescovo, un Papa. Fu infatti il parroco don Ferdinando Cinque che si rivolse al Vescovo, il quale a sua volta pregò il papa Pio XII che chiamasse i Salesiani a Riesi.

Era il 2 marzo 1941 quando, acclamati da una marea di fedeli ed accolti dalle autorità civili e religiose, giunsero a Riesi don Crispino Guerra, don Paolo Giacomuzzi, don Ettore Carnevale e il sig. Luigi Guaschino, i quali si misero subito all’opera con fede viva e gioiosa, affrontando ogni difficoltà con spirito di sacrificio non comune.
In quel tempo Riesi era un paese di circa 23 mila abitanti (oggi circa 11 mila), con una forte presenza dei Valdesi da diversi decenni, con tre anziani sacerdoti e il parroco ammalato. Riesi aveva la necessità di una spinta nella sua salute spirituale e monsignor Sturzo con gioia annunziava che la proposta era stata accolta da Pio XII il quale, mentre si scatenava la Seconda Guerra Mondiale, aveva fatto richiesta al Rettor Maggiore, don Ricaldone, che aveva acconsentito ad iniziare questa nuova opera voluta dalla S. Sede.

(Fonte: settegiorni)

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