Il dolore di una Madre

Il dolore di una Madre

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

 Beata Vergine Maria  Addolorata

Letture: Eb 5,7-9; Sal 30; Gv 19,25-

Riflessione biblica

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala” (Gv 19,25-27). Dinanzi al dolore di Gesù, Maria non fugge. È questione di amore: immedesimazione di una madre al dolore del suo figlio. È questione di fede: in sintonia perfetta con Gesù, Maria sta salda ai piedi della Croce e decisa a rimanere vicino a Gesù. È progetto salvifico di Dio: Anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35). La profezia del vecchio Simeone si è avverata lungo il corso della vita di Maria, perché ella ha condiviso con Gesù il progetto di salvezza di Dio, compiendo insieme a lui la sua volontà: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8,21). Rimaniamo con Maria saldi presso la Croce di Gesù e rivolgiamo il nostro sguardo a lui e si avvereranno le sue parole: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 8,28; 12,32). Anzi, sentiremo la voce di Gesù, che ci affida a Maria: “Donna, ecco il tuo figlio” (Gv 19,26). Davvero Gesù non ci ha lasciati soli (Gv 14,18): ci ha affdato alle cure di Maria, nostra Madre. Ella continua a ripetere a ciascuno di noi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5). È l’invito della madre di Gesù, che ci ricorda che “senza Gesù non possiamo far nulla” (Gv 15,5). Egli è “la pietra d’angolo”, su cui si poggia la nostra fede e il nostro cammino di salvezza: “Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e un sasso che fa cadere; ma chi crede in lui non sarà deluso” (Rom 9,33; Is 28,16). C’è una corrispondenza d’amore tra noi e Maria: Gesù “disse al disce-polo: Ecco tua madre!” (Gv 19,27). D’altra parte, è necessario anche accogliere Maria e i suoi inviti ad essere fedeli a Gesù, compiendo la volontà di Dio: “Non chi mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21). Sia sempre presente Maria nel nostro cammino di fede: ella ci conduce a Gesù e ci insegna ad essere docili al suo Spirito, per essere partecipi alla sofferenza di Cristo (Col 1,24) e osservare il comandamento nuovo dell”amore vicendevole: “amatevi gli uni gli altri” (Gv 13,34).

Lettura esistenziale

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala” (Gv 19, 25). Ricorre oggi la memoria della Beata Vergine Maria addolorata. Il giorno dopo aver fatto memoria della croce di Cristo, della misura del suo amore, la Chiesa si sofferma sul ruolo di Maria, Madre di Dio. I Vangeli ci ricordano sette dolori di Maria: la profezia del vecchio Simeone: “Una spada trafiggerà la tua anima” (Lc 22, 35); la fuga in Egitto; lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù nel tempio; l’incontro con Gesù sulla via del Calvario; la crocifissione di Cristo; il colpo di lancia e la sepoltura. Il Vangelo di oggi ci offre un significativo tratto del dolore della Vergine Maria presso la croce di Gesù. Lo fa perché da sempre i discepoli sono rimasti impressionati dalla fortezza della fede di Maria, soprattutto sotto la croce, nel momento più drammatico della sua vita. I quattro evangelisti ci narrano il dramma della passione di Gesù con sfumature diverse. Per l’evangelista Giovanni, Gesù dona al discepolo che amava e che l’ha seguito fino alla croce, il bene più grande: sua madre. La Vergine Addolorata, che noi oggi ricordiamo, è il dono più bello e più significativo che il Signore ci ha lasciato. È il dono supremo, l’ultimo, il più umano e significativo; potremmo definirlo il testamento terreno di nostro Signore Gesù Cristo. “«Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé” (Gv 19, 27).

Prendendo con noi la Vergine Addolorata permettiamo a Maria di santificare le nostre lacrime, di trasformare il dramma dell’umana sofferenza in un momento di redenzione, e l’ora dell’agonia in porta e passaggio verso l’eternità.

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