Ma Lui chi è?

Ma Lui chi è?

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXV settimana del Tempo Ordinario

Letture: Qo 1,2-11; Salmo (Sal 89; Lc 9,7-9

Riflessione biblica

Erode diceva: Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?” (Lc 9,7-9). Non è sicuro Erode, nonostante la sua arroganza: rimorso, paura, curiosità, preoccupazione per il futuro non lo lasciavano in pace. Vuol conoscere Gesù, ma non con interesse sincero, bensì nel tentativo di cancellare il ricordo di una cattiva azione compiuta contro un profeta di Dio, curiosità di conoscere Gesù operatore di prodigi e la cui fama si diffondeva nel suo regno. Continuava a sbagliare Erode: sente parlare di Gesù e del suo messaggio di conversione e di rinnovamento spirituale, ma continua ad operare secondo interessi politici e di curiosità:Da molto tempo desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui” (Lc 23,8). Ma non basta la curiosità per conoscere Gesù. Gesù lo si conosce pienamente solo attraverso la fede: “Se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Rom 10,9). Non basta ricercare e conoscere la verità storica su Gesù e neppure di essere esperti di cristologia, bisogna convertirsi, lasciare che la parola di Gesù trasformi la mente e il cuore per “offrire tutto noi stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rom 12,1). È solo la fede che ci fa conoscere Gesù: la ricerca costante, assidua e fiduciosa di “conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendoci conformi alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11). E imitazione e sequela: “corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo” (Ebr 12,1-3). E immedesimazione a Cristo, tanto da poter dire: “Mi lascio crocifiggere con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,19-20). 

Lettura esistenziale

‹‹Chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?››. E cercava di vederlo” (Lc 9, 9). L’esito della missione degli apostoli mandati da Gesù è meraviglioso: il Messaggio corre come un lieto annuncio di luogo in luogo; gli ammalati sono guariti; la Parola di Gesù penetra dappertutto, anche nel palazzo di Erode. Ma nel palazzo di Erode l’effetto è diverso. Alcuni credono che sia ritornato Elia, altri presumono che sia risorto qualcuno dei grandi profeti, altri vi vedono il Battista redivivo. Erode, come tutti coloro che non vogliono cambiare, si fa le domande e si dà anche le risposte. Così alla fine ne sa quanto prima. Perché a parlare non si impara niente; ad ascoltare, invece, si può imparare qualcosa. Se poi si ascolta Gesù, allora si impara tutto quello che serve per avere la vita e averla in abbondanza (cfr Gv 10,10). Ma Erode non vuole ascoltare, perché non vuole cambiare le sue convinzioni di comodo. Egli vive per il potere e strumentalizza tutto per mantenere il potere. Era stato chiamato a conversione dal Battista, ma aveva preferito spegnere la parola di Dio, ucciderla, piuttosto che convertirsi.

Oggi la Parola ci fa porre questo interrogativo: chi è Cristo per me? Se Egli è davvero il tutto della mia vita, bisogna che lo esprima con la fedeltà alla sua parola, con il seguirlo giorno dopo giorno, lasciando che la luce della sua Parola entri illumini la mia storia e orienti le mie scelte.

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