Verso Gerusalemme per compiere la volontà di Dio

Verso Gerusalemme per compiere la volontà di Dio

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

San Vincenzo de’ Paoli

Letture: Gb 3,1-3.11-17.20-23; Sal 87; Lc 9,51-56

Riflessione biblica

“Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme” (Lc 9, 51-56). “Verso Gerusalemme”: non è un’orientazione geografica, ma orientazione storico salvifica, il luogo del compimento dei disegni imperscrutabili e salvifici di Dio a nostro favore. Siamo in viaggio con Gesù: saliamo con lui, prendendo ogni giorno la nostra croce (Lc 9,23) e attendendo la nostra liberazione, la remissione dei peccati (Lc 1,77). Il cammino verso Gerusalemme è la vita stessa di Gesù, che in quella città troverà il suo compimento definitivo e realizzerà il piano salvifico del Padre. Ma è anche la vita del discepolo, invitato a seguire il suo Maestro e il suo destino di morte e resurrezione, così da partecipare anche alla sua gloria. Lungo questo cammino siamo invitati a guardare verso l’alto e cercare le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio, a rivolgere il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Così, quando Cristo, nostra vita, sarà manifestato, allora anche noi appariremo con lui nella gloria” (Col 3.1-2.4). Inoltre, siamo investiti della forza dello Spirito per annunciare la salvezza a tutti gli uomini. Non, come Giacomo e Giovanni, a far scendere un fuoco dal cielo per annientare i peccatori, che non seguono la via di Gesù: “Il Figlio dell’uomo non è venuto a perdere la vita degli uomini, ma a salvarla” (Lc 9,55). La missione degli apostoli di Gesù non è minacciare l’inferno, ma offrire la luce di Gesù, luce di verità, perché risplenda nei cuori: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Camminiamo con decisione dietro di lui, senza ondeggiare o con spirito inquieto e stanco: con Gesù, “prendiamo la ferma decisione di metterci in cammino verso Gerusalemme, cioè verso il compimento della volontà di Dio. E “questa è volontà di Dio, la nostra santificazione” (1Tes 4,3). Seguire Gesù implica una chiara decisione, un progetto di vita spirituale che orienti le nostre scelte per conseguire la meta da raggiungere, un quotidiano discernimento per vivere con coerenza e pazienza la nostra scelta di vita, una forte fiducia di seguire Gesù anche nei momenti difficili del nostro cammino spirituale.

Lettura esistenziale

“Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé” (Lc 9, 51s). Gerusalemme è la meta finale, dove Gesù, nella sua ultima Pasqua, deve morire e risorgere, e così portare a compimento la sua missione di salvezza. Da quel momento, dopo quella “ferma decisione”, Gesù punta dritto al traguardo, e anche alle persone che incontra e che gli chiedono di seguirlo, dice chiaramente quali sono le condizioni: non avere una dimora stabile; sapersi distaccare dagli affetti umani; non cedere alla nostalgia del passato. Ma Gesù dice anche ai suoi discepoli, incaricati di precederlo sulla via verso Gerusalemme per annunciare il suo passaggio, di non imporre nulla: se non troveranno disponibilità ad accoglierlo, si proceda oltre, si vada avanti. Gesù non impone mai, Gesù è umile, Egli invita: “Se vuoi…”. L’umiltà di Gesù è così: Lui invita sempre, non impone. Tutto questo ci fa pensare. Ci dice, ad esempio, l’importanza che, anche per Gesù, ha avuto la coscienza: l’ascoltare nel suo cuore la voce del Padre e seguirla. Gesù vuole noi cristiani liberi come Lui, con quella libertà che viene dal dialogo con Dio. Gesù non vuole né cristiani egoisti, che seguono il proprio io e non ascoltano con Dio; né cristiani deboli, senza volontà e incapaci di creatività. Gesù ci vuole liberi e questa libertà si acquista nel dialogo con Dio nella propria coscienza. Per questo dobbiamo imparare ad ascoltare di più la nostra coscienza, che è lo spazio interiore dell’ascolto della verità, del bene, dell’ascolto di Dio, per comprendere la strada che dobbiamo percorrere, e una volta presa la decisione, ad andare avanti e rimanere fedeli.

 

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