Gli Angeli di Dio

Gli Angeli di Dio

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Santi Arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele

Riflessione biblica

Vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo” (Gv 1,47-51). Immagine dinamica piena di vita e di luce: gli Angeli, inviati e messaggeri di Dio, sono in opera per manifestare agli uomini il progetto di amore di Dio. Il “cielo aperto”: da quel cielo venne a noi Gesù, il Figlio di Dio: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14). Gli Angeli, messaggeri di Dio, scendono su Gesù per manifestare a tutti la sua origine divina: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” (Lc 2,10-11.14). Come per Giacobbe, che sperimentò la benevolenza di Dio, anche per Gesù “una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa” (Gen 28,12), per manifestare in Gesù la bontà del Padre per tutti gli uomini. Gli angeli, infatti, hanno il compito di custodirci e guidarci, in particolare Michele, Gabriele, Raffaele, che hanno segnato la storia della salvezza. Michele: ci ricorda con forza che nessuno è uguale a Dio e lotta contro “il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e Satana e che seduce tutta la terra abitata”: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte” (Ap 12,7-10). Gabriele: annuncia la nascita di Gesù a Maria: “Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo” (Lc 1,26-33). Raffaele, medicina di Dio: preannuncia il mistero di Gesù, che guarisce le nostre sofferenze e si addossa i nostri dolori (Is 53,4): Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie” (Lc 5,15). Affidiamoci ai Santi Arcangeli: essi ci faranno sentire vicini a Dio, ci faranno comprendere il mistero di Gesù e ci daranno i rimedi necessari per la nostra vita spirituale. 

Lettura esistenziale

“In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (Gv 1, 51). Oggi la Chiesa celebra la festa dei tre Arcangeli che, nella Scrittura, sono menzionati per nome: Michele, Gabriele e Raffaele. Ma che cosa è un Angelo? La Sacra Scrittura e la tradizione della Chiesa ci lasciano scorgere due aspetti. Da una parte, l’Angelo è una creatura che sta davanti a Dio, orientata con l’intero suo essere verso Dio. Il secondo aspetto che caratterizza gli Angeli è che essi sono messaggeri di Dio. Portano Dio agli uomini. Proprio perché sono presso Dio, possono essere anche molto vicini all’uomo. Dio, infatti, è più intimo a ciascuno di noi di quanto non lo siamo noi stessi. Gli Angeli parlano all’uomo di ciò che costituisce il suo vero essere, di ciò che nella sua vita tanto spesso è coperto e sepolto. Essi lo chiamano a rientrare in se stesso, toccandolo da parte di Dio. In questo senso anche noi esseri umani dovremmo sempre di nuovo diventare angeli gli uni per gli altri, angeli che distolgono da vie sbagliate e orientano sempre di nuovo verso Dio. Incontriamo l’Arcangelo Gabriele soprattutto nel prezioso racconto dell’annuncio a Maria, come ce lo riferisce san Luca (1, 26-38). Gabriele è il messaggero dell’Incarnazione di Dio. Egli bussa alla porta di Maria e, per suo tramite, Dio stesso chiede a Maria il suo “sì” alla proposta di diventare la Madre del Redentore. Il Signore sta alla porta del mondo e di ogni singolo cuore, bussando ripetutamente. Egli bussa perché gli apriamo mettendogli a disposizione la nostra vita e servendo così al Suo disegno di salvezza.

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