Cosa significa Pregare?

Cosa significa Pregare?

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Lettura: Gal 3,1-5; Salmo (Lc 1) Vangelo Lc 11,5-13

Riflessione biblica

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Lc 11,5-13). Importante: quando preghiamo, la cosa più essenziale non è tanto ricevere questa o quell’altra grazia, quanto di essere sempre in comunione con Dio e con Gesù, entrare in relazione di fiducia e di amore. A tale fiducia bisogna aggiungere una preghiera insistente e perseverante, un po’ come quella di Maria e degli Apostoli nel Cenacolo: Tutti erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui” (At 1,14). Preghiera insistente, perché dobbiamo “pregare ininterrottamente” (1Tes 5,17): Qualunque cosa facciate, in parole e opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre” (Col 3,17). Preghiera perseverante: preghiera che non si stanca mai di chiedere con fiducia e sa aspettare con pazienza. Chiedete: è l’atteggiamento di chi ha bisogno di aiuto e si affida a chi gli può dare il necessario per la vita: Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate” (Mt 6,7-8). Cercate: con quella pazienza, che non si ferma a chiedere un miracolo, ma collabora con Dio per creare le condizioni perché le nostre richieste si possano avverare. Bussate: esprime un bisogno impellente, il desiderio di essere esauditi in un momento difficile, mantenendo la fiducia e la calma interiore: Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (Fil 4,6-7). In ogni caso, chi chiede, cerca e bussa tutto deve fare sotto l’azione dello Spirito di Dio: e lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio” (Rom 8,26-27)

Lettura esistenziale

 “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Lc 11, 9). E proprio a causa dei bisogni e delle difficoltà che sperimentiamo ogni giorno che Gesù ci esorta con forza a chiedere, a cercare e a bussare, attraverso la preghiera. Egli ci invita però a domandare soprattutto ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno: lo Spirito Santo. Santa Teresa d’Avila esortava le sue consorelle dicendo: “Che ci costa chiedere molto, visto che ci rivolgiamo all’Onnipotente?». Quanto più progrediamo nell’ascolto e nel dialogo con Dio, tanto più percepiamo anche il senso del nostro limite, non solo davanti alle situazioni concrete di ogni giorno, ma anche nello stesso rapporto con il Signore. Cresce allora in noi il bisogno di fidarci, di affidarci sempre più a Lui; comprendiamo che «non sappiamo come pregare in modo conveniente» (Rm 8,26). Ed è lo Spirito Santo che aiuta la nostra incapacità, illumina la nostra mente e scalda il nostro cuore, guidando il nostro rivolgerci a Dio. Dio è un Padre che non abbandona mai i suoi figli, un Padre amorevole che sorregge, aiuta, accoglie, perdona, salva, con una fedeltà che sorpassa immensamente quella degli uomini, per aprirsi a dimensioni di eternità. «Perché il suo amore è per sempre», come continua a ripetere in modo litanico, ad ogni versetto, il Salmo 136 ripercorrendo la storia della salvezza. L’amore di Dio Padre non viene mai meno, non si stanca di noi; è amore che dona fino all’estremo, fino a sacrificio del Figlio. La fede ci dona questa certezza, che diventa una roccia sicura nella costruzione della nostra vita: noi possiamo affrontare tutti i momenti di difficoltà e di pericolo, l’esperienza del buio, della crisi e della prova, sorretti dalla fiducia che Dio non ci lascia mai soli. È nel Signore Gesù che si mostra in pienezza il volto benevolo del Padre che è nei cieli. È conoscendo Lui che possiamo conoscere anche il Padre (cfr Gv 8,19; 14,7), è vedendo Lui che possiamo vedere il Padre.

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