Profeta scomodo

Profeta scomodo

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Ef 1,1-10; Sal 97; Lc 11,47-54

Riflessione biblica

“Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi” (Lc 11, 47-54). Altri “guai”: questa volta contro i dottori della Legge. A costoro Gesù rimprovera in primo luogo l’ipocrisia e l’incoerenza con cui essi agivano nel loro rapporto con Dio e con i suoi messaggeri, veri interpreti della volontà salvifica di Dio. Importante, infatti, non è onorare i profeti o i santi, ma di seguirne l’esempio. Purtroppo, i profeti sono scomodi: dicono la verità, e la verità spesso fa male, denunciano le nostre ambiguità e ci fanno sperimentare la lontananza che c’è tra il nostro pensare e il progetto che Dio ha su ciascuno di noi e su ciascuna comunità ecclesiale a cui apparteniamo. Sono scomodi i profeti, ma ne abbiamo bisogno: ci indicano la via maestra da seguire, ci purificano da quegli idoli interiori che ci impediscono di essere veri uomini di fede, che seguono Gesù e il vero Dio. E qui si innesta il secondo rimprovero di Gesù: “Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito” (Lc 11,52). Accusa molto grave: non solo non hanno onorato i profeti, ma non hanno aiutato il popolo di Dio nella comprensione del messaggio che ci proponevano in nome di Dio. “La chiave della conoscenza”: il discernimento per comprendere la parola di Dio e metterla in pratica: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12,2). Esso deve essere semplice: S. Francesco direbbe “sine glossa”, cioè senza complicare il Vangelo con cavilli e interpretazioni di comodo: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). Aderente alla volontà di Dio: “Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà. (Sir 15,15); viviamo il nostro progetto di vita spirituale alla luce del progetto di Dio e seguiamolo con coerenza d’amore. Seguito con docilità: “La conoscenza dei comandamenti del Signore è educazione alla vita, chi fa ciò che gli è gradito raccoglie i frutti dell’albero dell’immortalità” (Sir 19,19). Sotto l’azione dello Spirito Santo: il maestro interiore che ci fa comprendere la via di Gesù e i modi migliori per portare a compimento il nostro servizio di amore a Dio e ai fratelli.

Lettura esistenziale

“Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito” (Lc 11, 52).Qual è questa “chiave della conoscenza” che i dottori della Legge avrebbero portato via? A mio avviso è il cuore della Legge, che è l’amore. Se prescindiamo da esso, l’osservanza esteriore di prescrizioni e decreti serve solo a fomentare l’orgoglio e il giudizio. Come dice Ermes ronchi: “È facile essere credenti senza bontà; è facile anche essere teologi e preti senza bontà. È facile ed è mortale. Funzionari delle regole e analfabeti del cuore. Difensori della sana dottrina e indifferenti al dolore. Ma è l’uomo la strada maestra della Chiesa, sempre.” Dopo le parole che Gesù pronuncia, chiamando per nome i piccoli e grandi difetti che accompagnano gli uomini di religione di tutti i tempi, non sorprende che Egli riceva reazioni di grande ostilità da parte di chi si sente ripreso pubblicamente. Credere significa anche accettare la verità, che talvolta è scomoda. Solo confrontandoci con essa e con chi ce la dice possiamo convertirci, iniziando un cambiamento radicale, e diventare persone libere.

Share