Via alla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti: la voce della Caritas

Via alla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti: la voce della Caritas

L’ultimo Consiglio dei Ministri dell’uscente governo Draghi, ha da poco approvato la Legge Delega di riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, frutto di un lungo confronto tra il governo e il mondo associativo; ma soprattutto, frutto dell’impegno della rete del Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza che riunisce ben 52 organizzazioni – dalla Caritas a chi si occupa di Alzheimer e Parkinson – per la prima volta insieme in un’azione comune.
L’aspetto fondamentale della Legge Delega nel concreto, si traduce con l’armonizzazione dei servizi che verranno offerti agli anziani non autosufficienti, evitando così una frammentazione burocratica e di fruizione dei servizi presenti sul territorio, estremamente faticosa nel recente passato, per gli anziani e le loro famiglie. Tutto questo verrà reso concreto grazie all’introduzione del Sistema Nazionale Assistenza Anziani (SNA); un sistema con cui tenere insieme gli interventi sanitari per gli anziani non autosufficienti (erogati dalle Asl), gli interventi sociali (offerti dai Comuni) ai quali si aggiungono le prestazioni monetarie, vale a dire l’indennità di accompagnamento. “Questi tre aspetti fino a prima dell’approvazione della Legge Delega erano tutti separati” racconta il Direttore di Caritas Italiana Don Marco Pagniello. “Ma grazie alla recente approvazione verranno finalmente integrati in maniera armonica gli aiuti sanitari sociali ed economici per gli anziani non autosufficienti”.
Una delle innovazioni più importanti offerte dalla legge Delega è quella di facilitare l’accesso ai servizi di assistenza sia per gli anziani non autosufficienti che per le loro famiglie. Verrà infatti progettato un Punto Unico di Accesso, presso la Casa della comunità (le nuove strutture sui territori nei quali il cittadino può trovare informazioni e servizi di assistenza sanitaria) in grado di orientare badanti, caregiver e famigliari sugli interventi disponibili e sulle pratiche amministrative da svolgere: informazioni oggi “disperse” tra Asl Comuni e Regione. Ma unitaria sarà soprattutto la rilevazione e certificazione dei bisogni della persona anziana, con una sola Valutazione Nazionale di Base (VNB) che definirà la possibilità di ricevere le prestazioni statali, mentre una successiva valutazione multidimensionale territoriale, a partire dai dati già raccolti con la VNB, stabilirà l’accesso alle prestazioni locali di Comuni e Regioni.
Altro aspetto prioritario della riforma riguarda la permanenza a casa degli anziani non autosufficienti, per cui si prevedono “tre mosse” necessarie al superamento delle attuali criticità dei servizi domiciliari. Primo, assicurare risposte unitarie da parte di Comuni e Asl. Secondo, offrire un appropriato mix di prestazioni: medico-infermieristico-riabilitative, di aiuto all’anziano nelle attività fondamentali della vita quotidiana e di affiancamento a familiari e badanti. “Da questo punto di vista è positiva anche l’introduzione di specifiche misure rivolte ai caregiver familiari finalizzate a sostenere il miglioramento delle loro condizioni di vita e lavoro” continua Don Marco Pagniello “come ad esempio la regolarizzazione del lavoro di cura a domicilio e percorsi formativi che permetteranno di promuovere l’occupazione di qualità nel settore dei servizi socio-assistenziali: un aspetto importante per i nostri anziani”.
Infine il terzo aspetto riguarda il garantire un’assistenza per il tempo effettivamente necessario, stabilendone la durata in base ai bisogni di anziani e familiari. Un altro tassello è poi rappresentato dalla possibilità per le famiglie di scegliere tra il solo aiuto monetario (l’attuale indennità di accompagnamento) oppure la possibilità di convertire gli aiuti monetari in servizi di cura: in via sperimentale la legge prevede infatti l’introduzione della prestazione universale con questa doppia opzione e che andrà a sostituirsi alla indennità di accompagnamento.
Per noi questa legge delega è estremamente importante perché garantisce un accesso al sistema di welfare nel modo più semplice possibile per le persone anziane non autosufficienti. Ed è un passo importante nell’avvicinare la pubblica amministrazione alle persone, fornendo servizi adeguati, tempestivi e integrati in condizioni spesso personali di grande fatica e incertezza per le persone. È quello che tutti si aspettano e che si meritano tutti i cittadini” conclude Pagniello.
Un cambiamento epocale quello segnato dalla Legge Delega a cui oggi il governo uscente ha dato ufficialmente il via in extremis. Ora toccherà al nuovo governo confermare l’impianto della Delega per poi sottoporla all’esame del Parlamento e infine, entro un anno dal sì delle Camere, emanare i decreti delegati. Un iter dall’esito tutt’altro che scontato, con il nodo delle risorse necessarie (7 miliardi complessivi, in parte coperti dal Pnrr) da cercare già a partire dalla prossima Legge di Bilancio.

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