Un cammino necessario

Un cammino necessario

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario

Lettura: Ef 6,10-20; Sal 143; Lc 13,31-35

Riflessione biblica

È necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme” (Lc 13,31-35). Mi impressiona l’espressione “è necessario”: il cammino di Gesù verso Gerusalemme è compimento della volontà salvifica di Dio: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Non ha paura Gesù dell’ipocrisia dei farisei: lo invitano ad allontanarsi per non essere ucciso da Erode, ma sono loro che vogliono uccidere Gesù: Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano in che modo toglierlo di mezzo, ma temevano il popolo” (Lc 22,1-2). Né teme gli intrighi di Erode: un reuccio di questo mondo, che lo vuole conoscere solo per curiosità di vedere qualche miracolo (Lc 23,8) e per paura che fosse Giovanni Battista redivivo. Gesù non teme: né l’ipocrisia dei farisei né l’incoerenza di Erode può fermare il suo cammino verso Gerusalemme, perché lì si compirà il suo mistero di morte e di risurrezione per la nostra salvezza. Seguiamo Gesù e il nostro cammino spirituale ci porti ad un vero cambiamento interiore, perché Gesù non abbia ancora a ripetere il suo grido di dolore: Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Lc 13,34). La nostra fede in lui sia ricerca costante, assidua e fiduciosa di “conoscere Gesù, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendoci conformi alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11). Desiderio profondo di seguirlo, morendo al nostro egoismo e a quell’incoerenza che non ci fa aderire pienamente a lui e al suo messaggio di amore: “Avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, lui che dà origine alla fede e la porta a compimento”. Andiamo verso Gesù cantando insieme:Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Lc 13,35)

Lettura esistenziale

“In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: ‹‹Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere››” (Lc 13, 31). Nell’odierno Vangelo sentiamo echeggiare una tonalità drammatica. Luca ci presenta il Cristo dinanzi ai farisei che gli parlano non per dargli un consiglio benevolo, ma perché se ne vada: “Parti e vattene via“. Le loro parole sono dettate dall’inimicizia. Gesù, rispondendo con una certa forza, rievoca “il terzo giorno” quando “avrà finito”, ossia il mistero pasquale della sua morte e risurrezione. All’odio, il Cristo risponde con l’amore, con il dono del suo corpo offerto. Di fronte alla prova, Gesù afferma la costanza nel suo cammino d’amore: “È necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada” (Lc 13, 33). Quale esempio di coraggio e di perseveranza di fronte alle difficoltà ci dà il Cristo! Già il suo viso si era rinvigorito, la sua decisione era stata confermata quando aveva ripreso risolutamente la strada verso Gerusalemme, dunque verso la prova suprema della passione e della morte (Lc 9, 51). Ogni persona si trova ad affrontare delle prove, nella propria esistenza, Cristo si fa nostro compagno di viaggio. Nell’Eucaristia ci dona Se stesso come alimento che ci dà la forza necessaria in questo cammino, non privo di difficoltà. Durante la celebrazione del sacrificio eucaristico, prima della Comunione, il celebrante pronunzia a bassa voce questa umile preghiera che ogni fedele può ripetere: “Fa’ che non sia mai separato da Te”. Come non sentire in questa espressione l’eco della parola dell’Apostolo “Niente ci separerà dall’amore del Cristo” (cfr Rom 8, 35-39). Invochiamo dal Signore la grazia di percorrere risolutamente la nostra strada e di compiere fedelmente il compito che ci ha affidato. Lo Spirito Santo ci insegni a vivere le prove, in comunione con Cristo Gesù, Signore nostro, da cui niente ha il potere di separarci. Amen.

 

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