Legalismo: mancanza di libertà

Legalismo: mancanza di libertà

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Sant’Antonio Abate

Letture: Eb 6,10-20; Sal 110; Mc 2,23-28

Riflessione biblica

“Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato” (Mc 2,23-28). Partire da questo punto è decisivo: Gesù è l’inviato di Dio ed egli insegna con autorità. Il suo insegnamento sul Sabato è importante per comprendere la nostra libertà e l’importanza dell’osservanza del “giorno del Signore”. Gesù, infatti, non vuole abolire il 3º comandamento: “Ricordati di santificare le feste”. Anzi, egli di Sabato partecipava alla liturgia sinagogale e iniziò il suo ministero di Messia proprio di Sabato nella Sinagoga di Nazaret. Il Sabato o Domenica è il giorno dell’incontro di noi con Dio e di Dio con i suoi figli. È festa di famiglia e nella festa ci si riposa. È giorno di santità: Dio ci comunica la sua santità “Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato” (Dt 5,12). È giorno di libertà, non di schiavitù: “Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là; per questo, il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato” (Dt 5,15). Giusta, quindi, la massima di Gesù: “Il sabato è stato fatto per l’uomo”: è gesto di amore di Dio verso l’uomo. Il riposo è per l’uomo, per essere libero da una mentalità da schiavo del lavoro, degli interessi e da tutto ciò che non lo realizza come uomo. Il riposo è per l’uomo: per stabilire relazioni umane con i fratelli e sorelle di fede e con il Signore: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20), per celebrare insieme il misteri del suo amore per noi: la sua morte e risurrezione, con cui egli ci ha donato la vita eterna. Il guaio del fariseismo: è quello di assolutizzare il precetto, rendendo schiavo l’uomo del Sabato; allo stesso modo, il guaio del libertinismo è quello di violare la legge in base ai proprio intendimenti e al proprio egoismo, rompendo il legame d’amore tra Dio e l’uomo. Tutto dipende dall’amore: “Siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio di Dio e gli uni degli altri”.

Lettura esistenziale

“E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2, 27). Per Israele, il Sabato era il giorno in cui tutti, uomo e animale, padrone e schiavo, grandi e piccoli, potevano partecipare al riposo di Dio. Così il Sabato era espressione dell’alleanza tra Dio e l’uomo e la creazione. Spesso nei Vangeli le pratiche legate all’osservanza del Sabato diventano motivo di polemica e di scontro tra Gesù e i farisei. Rispetto ad esse, Gesù manifesta infatti una grande libertà che nasce dal suo desiderio di restituire al Sabato il suo vero significato. Questa libertà ha evidentemente contagiato anche i suoi discepoli che, di sabato, spinti dalla fame, strappano delle spighe e le sfregano con le mani, compiendo una delle azioni proibite. A questo punto, i farisei li interrogano chiedendo loro il perché della trasgressione. Non sono però i discepoli a rispondere, ma Gesù stesso rievocando quanto fatto dal re Davide che, spinto dalla fame, mangiò e diede da mangiare ai suoi seguaci, i pani dell’offerta che solo ai sacerdoti era lecito mangiare. L’esempio riportato da Gesù testimonia che la vita dell’uomo con i suoi bisogni, anche i più elementari, come quello di nutrirsi, viene prima dell’osservanza della norma. Se proviamo a leggere il resto del Vangelo di Marco ponendo attenzione a cosa fa Gesù di Sabato, scopriamo che la sua signoria su questo giorno si rivela nel restituire all’essere umano una vita piena e abbondante. Davanti al comportamento di Gesù, siamo spinti a chiederci se ciò che ci spinge ad agire è la sua stessa passione per la vita dell’uomo, il desiderio di contribuire affinché tutti possano godere di una vita “piena e abbondante”.

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