Ascoltare per essere guariti

Ascoltare per essere guariti

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della II settimana del Tempo Ordinario

Letture: Eb 7,25-8,6; Sal 39; Mc 3,7-12

 Riflessione biblica

 “Una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui” (Mc 3,7-12). È un sommario, che da una parte mette in rilievo la centralità di Gesù con la sua azione taumaturgica a favore di chi ha bisogno e del suo insegnamento che guida il nostro cammino di fede; dall’altra, rilancia la sua azione misionaria a favore di tanti che avevano bisogno della sua attività salvifica. “Una gran folla andò da lui”: veniva da sette paesi, e secondo il simbolismo giudaico da “tutta la terra”: chiunque aveva bisogno di aiuto veniva a Gesù per incontrare il Salvatore del mondo, il Messia che si carica delle infermità degli uomini, annuncia parole di conforto ai cuori afflitti, predica la giustizia per chi è calpestato nei suoi diritti, largisce il perdono a quanti sono schiavi del demonio. Gesù attira tutti, anche se non tutti si accostano a lui con fede. Gli interessi sono diversi: desiderio di avere un aiuto nelle infermità, trovare pace interiore, sperimentare un forte messaggio carico di umanità. Gesù accoglie tutti: proviamo la sua vicinanza che dà conforto e aiuta a superare le difficoltà della vita. L’entusiasmo è grande, ma non sempre produce la fede, spesso anzi ha prodotto un “senso magico” del divino. La fede non è accalcarsi attorno a Gesù fino a schiacciarlo con le nostre pretese, ma affidarsi al Figlio di Dio per avere la salvezza. Egli annuncia: il Regno di Dio è vicino e “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,13).

Lettura esistenziale

“Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo” (Mc 3, 9). Nel Vangelo odierno Gesù chiede quasi in elemosina ai suoi discepoli di fargli un po’ di spazio nella loro barca, per poter rivolgere la sua parola alla folla, senza essere schiacciato da essa. Dio, pur potendo fare tutto da solo, si fa mendicante della nostra accoglienza nella barca della nostra vita, perché Lui possa continuare ad agire anche oggi e a raggiungere tutti anche tramite noi. Gesù ci ha insegnato che Dio è talmente amante della nostra libertà da consegnarsi alle nostre scelte, ai nostri sì e ai nostri no. Siamo discepoli di un Dio che si propone ma che non si impone. La fede è una certezza, ma questa certezza la si può perdere di vista, lasciando che le preoccupazioni e gli affanni della vita la offuschino. La vita spirituale è dare spazio a Dio nella nostra vita, nella concretezza delle nostre giornate. Come diceva S. Agostino: «Tu la mattina pensa ad alzare le vele, Dio penserà a soffiare il vento». In altre parole: ogni giorno apriamo il nostro cuore a Dio e mettiamoci a disposizione della Sua Volontà, lo Spirito Santo farà il resto.

 

 

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