Commento di Suor Cristiana Scandura
Trasfigurazione del Signore
Letture: Na 2,1.3; 3,1-3.6-7 Dt 32,35-41 Mt 16,24-28
“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24).
Nel Vangelo odierno, il Signore insegna che il cammino di coloro che vogliono mettersi alla sua sequela è contrassegnato dal rinnegamento di se stessi e dal prendere la propria croce. Attraverso la sua morte in croce, il Signore Gesù ha liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte della fragilità; ma proprio questa morte, colma del suo amore per il Padre e per l’umanità, è stata la via per la gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono in Lui. Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità.
San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità».
Come ai discepoli, così anche a noi Gesù rivolge lo stesso invito e le stesse condizioni. Il cristiano segue il Signore quando accetta con amore la propria croce, che agli occhi del mondo appare una sconfitta e una “perdita della vita”, sapendo di non portarla da solo, ma con Gesù, condividendo il suo stesso cammino di donazione.
