• 5 Settembre 2026 7:18

ilSycomoro

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di Benedetta Carroccetto – Sabato 22 agosto, nella Sala Multimediale “Oculus Room” di San Fratello, la presentazione del volume Scritti di Benedetto Rubino – Farmacista, Folklorista, Fotografo della Sicilia dei Nebrodi 1908-1933 ha assunto il significato di un vero e proprio ritorno alle radici.

Non una semplice presentazione editoriale, dunque, ma un’occasione per una comunità di riconoscersi nella propria storia e di riscoprire con orgoglio la figura di un uomo che ha lasciato una testimonianza preziosa della Sicilia dei Nebrodi.
rubino-1-300x226 Benedetto Rubino, lo sguardo di San Fratello sulla SiciliaEd è quasi una suggestione che l’omaggio a Rubino sia avvenuto proprio all’interno della Oculus Room, uno spazio nato per raccontare il territorio attraverso le più moderne tecnologie immersive. Da una parte, oggi, la realtà virtuale consente di entrare idealmente nei luoghi, attraversare paesaggi e rivivere memorie; dall’altra, oltre un secolo fa, Benedetto Rubino affidava alla macchina fotografica il compito, allora rivoluzionario, di fermare il tempo.
È questo il filo conduttore che ha accompagnato idealmente l’incontro: Rubino fotografava la realtà per consegnarla alla memoria; oggi la Oculus Room utilizza la tecnologia per riportare quella memoria dentro una nuova dimensione visiva e immersiva.
Due epoche lontanissime, strumenti completamente diversi, ma una medesima esigenza: conservare il patrimonio di una comunità e impedirne la scomparsa nell’oblio.

Il volume, curato da Nuccio Rubino e Mario Sarica, rappresenta in questo senso un’importante operazione di restituzione.
Ed è proprio questo aspetto ad aver assunto un rilievo particolare nel corso della serata. Benedetto Rubino non fu soltanto il fotografo che documentò la vita dei Nebrodi, ma anche uno scrittore e un attento ricercatore. Farmacista a San Fratello, appassionato di folklore, frequentò l’ambiente culturale legato a Giuseppe Pitrè e dedicò la propria attività allo studio delle tradizioni, degli usi, dei costumi e della cultura materiale della sua terra. I suoi scritti, insieme alle fotografie, raccontano una Sicilia colta nella sua dimensione quotidiana: persone, mestieri, feste, strumenti di lavoro, abitazioni, ritualità e consuetudini.

rubino-2-300x225 Benedetto Rubino, lo sguardo di San Fratello sulla SiciliaA riportare con forza l’attenzione proprio sulla produzione scritta di Rubino è stato il professor Mauro Geraci, ordinario di Antropologia Culturale all’Università di Messina.
Il suo intervento ha contribuito a sottrarre la figura di Rubino a una lettura limitata al solo patrimonio fotografico, evidenziando come parole e immagini costituiscano due strumenti complementari della sua ricerca.

Particolarmente suggestivo il parallelismo proposto con Giovanni Verga e Luigi Capuana, protagonisti del Verismo siciliano e anch’essi profondamente interessati alla fotografia. Come Verga e Capuana, Rubino sembra condividere la necessità di osservare il reale, avvicinarsi alla vita quotidiana, fissarne volti, gesti, ambienti e consuetudini e trasformare quell’osservazione in conoscenza. La fotografia, dunque, non come semplice esercizio estetico, ma come strumento per documentare una realtà in trasformazione; la scrittura come ulteriore mezzo per interpretarla e restituirla.

Riscoprire oggi Rubino significa allora comprendere anche quanto San Fratello abbia saputo esprimere personalità capaci di guardare oltre i confini della comunità. È dunque motivo di orgoglio per la comunità sanfratellana aver avuto tra i propri protagonisti un uomo capace di trasformare la conoscenza del territorio in una testimonianza di valore ben oltre la dimensione locale.

rubino-3-300x225 Benedetto Rubino, lo sguardo di San Fratello sulla SiciliaDopo i saluti istituzionali del Sindaco di San Fratello dott. Giuseppe Princiotta e del Presidente della Pro Loco dott.ssa Felicia Oriti, l’incontro è stato introdotto da Nuccio Rubino, ideatore e curatore del volume, che ha contribuito in maniera determinante a riportare all’attenzione del pubblico l’eredità culturale del proprio illustre congiunto.

Sono quindi intervenuti Mario Sarica, curatore scientifico del Museo dei Peloritani, Sergio Todesco, etnoantropologo, e Mauro Geraci, Professore Ordinario di Antropologia Culturale dell’Università di Messina. A moderare il confronto è stato Ciro Carroccetto.
Ne è scaturito un dialogo capace di restituire a Rubino la sua complessità: farmacista, folklorista, fotografo, scrittore e osservatore della società siciliana. Una figura che il volume consente finalmente di riscoprire nella sua interezza, andando oltre la suggestione delle immagini per ritrovare anche la profondità della sua scrittura e della sua ricerca.

rubino-4-300x225 Benedetto Rubino, lo sguardo di San Fratello sulla SiciliaLa serata ha lasciato soprattutto una consapevolezza: la memoria non appartiene esclusivamente al passato, ma può diventare uno strumento per costruire il futuro.
E non poteva esserci cornice più significativa della Oculus Room per ricordarlo. Oggi la tecnologia consente di immergersi virtualmente nei luoghi e nella storia di San Fratello; oltre un secolo fa Rubino utilizzava la tecnologia fotografica del suo tempo per fissare una realtà che rischiava di scomparire.
Cambiano gli strumenti, ma non cambia la necessità di guardare, raccontare e conservare.

Per San Fratello, riscoprire Benedetto Rubino significa allora molto più che recuperare una pagina della propria storia.
Significa riconoscere con orgoglio un uomo profondamente legato alla comunità e al territorio, che seppe trasformare l’amore per la propria terra in immagini, parole e conoscenza, consegnando ai posteri una parte preziosa della memoria dei Nebrodi.