Comento di Suor Cristiana Scandura
San Bonaventura
Letture: Sap 8, 2-7.16-18; Sal 15; Mt 5, 13-19
“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo, non può restare nascosta una città che sta sopra il monte” (Mt 5,13s).
Molto belle queste similitudini usate da Gesù per descrivere la vita dei suoi discepoli.
Come il sale per dare condimento alle vivande deve sciogliersi e scomparire e come una candela per diffondere la luce attorno a sè deve sciogliersi, allo stesso modo il cristiano è chiamato a fare della sua vita un dono per gli altri, con Cristo, in Cristo e per Cristo. Dice infatti Gesù: “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (Mt 16,25). Cioè chi vuole trattenere la propria vita per sé, al pari dell’uomo che sotterra i talenti per paura di perderli, in realtà la rende infruttuosa e sterile. Chi invece prende in mano la propria vita e ne fa un dono d’amore, la rende un vero capolavoro.
Noi però non brilliamo di luce propria, come il sole, ma piuttosto di luce riflessa, come la luna. Solo se viviamo in intima e profonda unione con Cristo, in ascolto obbediente della Sua Parola, possiamo essere sale della terra e luce del mondo, donando nuovo “sapore” al mondo e diffondendo in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo, la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che riempie di senso la vita di ogni uomo.
