Commento di Suor Cristiana Scandura
Venerdì dopo le Ceneri
Letture: Is 58,9-14 Sal 85 Lc 5,27-32
“Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì” (Lc 5, 27s).
È tipico dei cuori induriti fare una classificazione tra persone giuste e ingiuste. Levi è un peccatore pubblico e la sua condizione pertanto è nota a tutti: non può salvarsi. Tuttavia, quando questi apre il cuore a Cristo, abbandona il tavolo delle imposte e torna definitivamente nella luce di Dio, la gente invece di esultare, brontola.
Il problema di questi farisei è che essi si credono giusti e già totalmente salvati. Al termine di una parabola, il Signore dice: “Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli” (Mt 7,11), includendo in questo “voi” tutti quanti, indistintamente. Non è un’offesa, ma un dato di fatto: a volte siamo cattivi.
Ma proprio questo è il grande messaggio e annuncio: io posso diventare buono, da cattivo che ero, se accolgo il Medico che può guarirmi, se accolgo l’Agnello che è venuto a togliere i peccati del mondo. Se non mi faccio curare da Lui, rimango malato; se invece gli apro il cuore mostrandogli le mie miserie e pregandolo di guarirmi, ecco che il balsamo del Suo perdono viene totalmente riversato nel mio cuore, anche se fino a ieri sono stato il peggiore dei peccatori.
