Commento di Suor Cristiana Scandura
San Tommaso
Letture: Ef 2,19-22 Sal 116 Gv 20,24-29
“Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!»” (Gv 20,26s).
Possiamo dire che Tommaso, in un certo senso, è stato il primo devoto del cuore di Gesù: ha voluto un contatto anche fisico con questo cuore trafitto. Tanti fedeli dopo di lui hanno guardato a quel cuore aperto, a quella ferita e vi hanno trovato tesori. Dice nel suo Cantico spirituale san Giovanni della Croce: “Cristo è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine”. E san Pietro Canisio: “Tu, alla fine, come se mi si aprisse il cuore del tuo sacratissimo corpo, mi hai comandato di bere a quella sorgente, invitandomi, per così dire, ad attingere le acque della mia salvezza dalle tue fonti, o mio Salvatore”.
Infine san Tommaso ha una meravigliosa professione di fede piena in Gesù: “Mio Signore e mio Dio!”. Non c’è espressione più forte in tutto il Vangelo. Tommaso ha attinto la sua fede nella contemplazione di Gesù risorto con i segni della passione: nella sua incredulità è stato condotto alla fede dalla ferita del cuore.
L’incredulità iniziale di Tommaso fu destinata ad essere vantaggiosa per noi. S. Gregorio osserva che Tommaso toccando Gesù guarisce la nostra fede riluttante.
