di FraPè – Giorno 12 settembre, San Fratello ha accolto calorosamente l’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice in occasione della permanenza delle reliquie di San Benedetto il moro. Ad accogliere Mons. Lorefice il Parroco Don Cirino Versaci, i Frati Minori Fra Alfio e Fra Giuseppe, l’amministrazione Comunale capeggiata dal Sindaco Dott. Giuseppe Princiotta, La Presidente del Consiglio Comunale Betty Morello e in fine la popolazione abbastanza numerosa. Il vescovo si è recato in corteo presso il Convento Francescano per celebrare l’Eucarestia da lui presieduta. Presenti alla celebrazione i Frati del Convento di Santa Maria di Gesù di Palermo e la Parrocchia di San Nicolò di Bari di Giosa Mare guidata da proprio Parroco Don Antonio Sambataro.
Don Cirino Versaci salutando il vescovo e ringraziandolo per aver concesso assieme ai Frati Minori i resti mortali di San Benedetto, ha definito la settimana di permanenza del Santo Francescano una settimana santa, evidenziando l’alternanza della gente che si reca in chiesa per venerarne le reliquie. Reliquie che il Vescovo stesso, così come ha raccontato nell’omelia ha portato nel Convento di Via Terra Santa a Palermo promettendo alla gente di Santa Maria di Gesù che San Benedetto avrebbe fatto ritorno nel suo convento.
L’arcivescovo, ha fatto riferimento alla devozione a San Benedetto nel mondo, sino oltre oceano. Perché un uomo vissuto nel 1500 ci attrae ancora? La risposta del Vescovo: “ad attrarci è la sua radicale vita evangelica”. “Benedetto vive per Cristo – afferma Mons. Lorefice – fa sue le parole di San Paolo: ‘Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore’, ‘non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio’. Qui c’è tutta l’esperienza umana di quest’uomo che sperimentava la diversità in quanto di pelle nera dato le sue origini africane”.
Il tema dell’immigrazione è molto caro a Mons. Lorefice in quanto presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, così come è nel suo cuore la vicenda di Benedetto da San Fratello. “Con la logica di oggi, con certe politiche di respingimento, anche Benedetto doveva remigrare – afferma con fermezza e con tono acceso Mons. Lorefice – certi modi di pensare ci stanno bruciando il cervello a noi cristiani. Chi è davvero cristiano parte dal Vangelo. Sa stare in una determinata cultura, in un determinato contesto, ma sa prendere anche le distanze della ricerca del potere, del piacere sfrenato, dell’indifferenza, della non accoglienza… ricordiamoci cosa dice Gesù: “ero nudo, ero affamato, ero assettato, ero straniero, e mi avete riconosciuto, vestito, dato da mangiare, curato, accolto.”
“Benedetto ci insegna come servire – continua il vescovo – chi serve non lo fa per salire i gradini, ma si mette il grembiule e serve alla maniera di Cristo”.
Benedetto come San Francesco ha incarnato il Vangelo, ha fatto sul serio, non ha fatto sconti. Ecco perché ancora oggi siamo attratti da questo francescano, vostro concittadino, e nostro patrono e protettore, perché Benedetto da San Fratello ha vissuto il Vangelo sul serio!”
La chiesa gremita ha ascoltato con attenzione ogni parola di Mons. Lorefice che ha saputo toccare i cuori. Alla fine il Parroco Don Cirino Versaci ha ingraziato ilo Vescovo che a fine celebrazione si è intrattenuto con la gente per fare delle foto e salutarla.
In piazza convento si sono esibite le Bande musicali di San Fratello, Sant’Angelo di Brolo e Acquedolci.
