• 19 Agosto 2026 7:24

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Palermo. Frati Minori e ragazzi della clownterapia per donare un sorriso

Ci sono luoghi in cui la vita sembra rallentare. Eppure è proprio lì che continua a scorrere, con una forza silenziosa che chiede solo di essere vista.  In questo contesto si è svolto un campo organizzato dai Frati Minori di Sicilia. Un’esperienza rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni che desiderano imparare a vedere la città con profondità anche dove la vita fa più fatica, in contesti di vulnerabilità e di sofferenza, per scoprire che la spiritualità non è fuga dalla realtà, ma starci dentro fino in fondo proprio li dove la vita accade.

L’attività che si è svolta a Palermo, aveva come titolo “Mistica degli occhi aperti, là dove la mistica continua a scorrere. Esperienza di consapevolezza e servizio nel cuore di Palermo”.

Tra le tante esperienza svolte  tra i giorni 7 – 11 luglio c’è quella svolta in ospedale con l’associazione Teniamoci per mano APS – distretto di Palermo che svolge attività di volontariato come la clownterapia nei reparti di pediatria e ovunque c’è bisogno  di un sorriso. Nella propria pagina Fb i ragazzi della clownterapia scrivono: Abbiamo avuto la gioia di condividere con i ragazzi del campo dei Frati Minori   un’esperienza di sensibilizzazione sulla clownterapia, sulla nostra missione e sul valore di una presenza autentica. Insieme siamo poi entrati nel reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini, dove hanno potuto incontrare da vicino il sorriso che si fa cura, relazione e speranza”.

“Grazie per aver riconosciuto nella clownterapia un ponte capace di unire, emozionare e raccontare la bellezza anche nei luoghi della fragilità. – continua la nota – Un grazie di cuore per il prezioso piatto decorato a mano, dono che custodiremo con gratitudine”.

“Grazie al dott. Fruscione, alla dott.ssa Caruso, all’Amministrazione dell’Ospedale dei Bambini e a fra Claudio Viticchiè, cappellano del Policlinico, per aver reso possibile questo momento speciale. Perché educare lo sguardo significa imparare a vedere la città con profondità, restando accanto a chi vive la vulnerabilità, fino in fondo”.

Questo è un dei tanti posti dove la vita diventa fatica, ma basta un sorriso e già qualcosa diventa meno difficile…