Il rapporto tra Leone XIV e il calcio: dalla passione per il Real Madrid ai campetti dell’infanzia, fino all’idea dello sport come scuola di vita, squadra e pace.
«Il Papa è per tutte le squadre, ma Prevost è del Real Madrid». Da questa frase, diventata virale, prende il via un viaggio nel rapporto tra Leone XIV e il calcio. Dai campetti di Trujillo allo stadio Bernabéu di Madrid, passando per le partite da bambino a Chicago, scopriamo perché il primo Papa statunitense considera il fùtbol una scuola di vita e uno strumento per costruire la pace. Una passione quella per il calcio che parte da lontano che viene raccontata nella puntata di LeoPop di Avvenire.
«Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha capito il gioco, non ha capito la vita», ha scritto Prevost sui social alla vigilia dei Mondiali che si stanno giocando di questi giorni tra Stati Uniti, Canada e Messico. Anche dagli interventi sul calcio durante il viaggio in Spagna emerge una visione dello sport che va ben oltre il risultato e la competizione.
Per Leone XIV, il calcio insegna ai giovani che è possibile, anche in un tempo di guerre, gareggiare senza odiare e vincere senza umiliare. «Oggi la Chiesa di Spagna ha segnato un golazo per sempre», ha detto rivolto all’arcivescovo di Madrid, durante l’incontro con la comunità diocesana.
