Commento di Suor Cristiana Scandura
Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Sir 48,1-14 Sal 96 Mt 6,7-15
“Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7).
Nel Vangelo odierno Gesù ci esorta a pregare con un cuore attento, silenzioso, aperto. Dio ci conosce nell’intimo, più di noi stessi, conosce i nostri bisogni e ci ama, per questo non occorre far uso di molte parole nella preghiera.
Gesù ci insegna a pregare, non solo con la preghiera del Padre nostro, ma anche con il suo stesso modo di pregare. Oltre al contenuto, Egli ci mostra le disposizioni richieste per una vera preghiera: il silenzio e il raccoglimento; la purezza del cuore, che cerca il Regno e perdona i nemici; la fiducia audace e filiale, che va al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo; la vigilanza, che protegge il discepolo dalla tentazione.
Percorrendo i Vangeli vediamo come il Signore sia per noi Maestro di preghiera. In Gesù si rivela la novità del nostro dialogo con Dio: la preghiera filiale, che il Padre aspetta dai suoi figli. Da Gesù impariamo come la preghiera costante ci aiuti ad interpretare la nostra vita, ad operare le nostre scelte, a riconoscere e ad accogliere la nostra vocazione, a scoprire i talenti che Dio ci ha dato, a compiere quotidianamente la sua volontà, unica via per realizzare la nostra esistenza in modo pieno.
