Commento di Suor Cristiana Scandura
Venerdì della XXII settimana del tempo Ordinario
Letture: 1Cor 4,1-5 Sal 36 Lc 5,33-39
“Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi” (Lc 5,38).
Spesso si parla di “novità evangelica”, ma qual è questa novità introdotta dal Signore Gesù? La novità evangelica portata da Cristo consiste nella rivelazione del volto misericordioso del Padre. Questa novità è capace di rinnovare completamente la nostra vita e di renderci capaci, a nostra volta, di usare misericordia verso il nostro prossimo e di amare persino i nostri nemici.
Gesù è il più grande rivoluzionario della storia, Nella storia dell’umanità nessuno ha mai pronunciato parole più rivoluzionarie di queste: “Amate i vostri nemici” (Lc 6,27). Parole che, prima di tutto ha vissuto e incarnato e poi ha pronunciato Nostro Signore Gesù Cristo. Ed ha concesso anche a noi la grazia e la capacità di viverle, di metterle in pratica. Ma se siamo sinceri, dobbiamo ammettere che talvolta noi non riusciamo ad amare nemmeno chi ci ama ed invece di essere grati, disprezziamo e feriamo anche chi ci vuol bene. Se non riusciamo ad amare nemmeno quelli che dovremmo amare, come riusciremo ad amare perfino i nostri nemici? Questo non è solamente “difficile”, ma semplicemente “impossibile” se cerchiamo di realizzarlo con le nostre forze. È invece un “dono” di Dio, un dono da chiedere, un dono da accogliere.
Tutto nasce da questa esperienza: se io mi rendo conto di essere un peccatore perdonato, uno per cui Gesù Cristo ha versato il Suo preziosissimo Sangue sulla Croce, non posso giudicare il mio fratello che, come me, sbaglia, non posso non amarlo, non posso non fare di tutto perché si salvi. Sono certa che quelle braccia che Gesù ha spalancato sulla Croce non le ha più chiuse: e in Cielo ci sta aspettando con le braccia aperte, per accoglierci e abbracciarci.
Questa vita è breve, molto breve. Non sappiamo quanto tempo ci rimane ancora da vivere, non rimandiamo la nostra conversione a domani perché il futuro non ci appartiene. Quello che ci appartiene, invece, è il momento presente. Viviamolo colmandolo di amore.
