• 9 Febbraio 2026 5:46

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Non abbiate paura!

Diilsycomoro

Ott 14, 2022

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Ef 1,11-14; Sal 32; Lc 12,1-7

Riflessione biblica

Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia” (Lc 12,1-7). Gesù parla chiaro: nessuna ipocrisia ci fa progredire nella vita spirituale. Prendiamo sul serio ciò che dice Gesù: non si tratta solo di incoerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, ma di vero inganno, finzione di possedere virtù, qualità, sentimenti buoni, simulare devozione e amicizia. L’incoerenza è debolezza di carattere, l’ipocrisia è vizio di un “cuore doppio”. Piccola o grande, l’ipocrisia è un fermento pericoloso: basta un po’ di lievito per far fermentare tutta la pasta” (Gal 5,9). Per questo, siamo esortati a “togliere via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi (cioè puri) in Cristo, nostra Pasqua, che è stato immolato per noi” (1Cor 5,7). La vanità è un piccolo lievito, che gonfia le situazioni e rende la vita una commedia: “Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente” (Mt 23,5-7). Niente vanità, onoriamo Dio con la nostra vita: Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Amiamo il prossimo nella verità: il parlare ambiguo e reticente mina le relazioni umane: ma anche se riuscissimo ad ingannare il prossimo, non possiamo ingannare Dio: “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto” (Lc 12,2). Ancora: non illudiamo noi stessi con falsa religiosità e amore freddo e apatico: “Liberatevi da ogni impurità e da ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi” (Gc 1,21-22). Facciamo agire in noi il lievito dell’amore: La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rom 12,9-10)

Lettura esistenziale

“Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla” (Lc 12, 4). Quella di oggi è una Parola di grande consolazione, sia per il fatto che Gesù si rivolge ai suoi discepoli chiamandoli “amici miei”, e lo sappiamo che l’amico vero è colui che non abbandona nell’ora del bisogno e della prova e poi perché, pur annunciando che i suoi seguaci subiranno persecuzioni, li invita tuttavia ad avere coraggio e a non temere gli uomini ma piuttosto ad avere il santo timore di Dio. Infine li rassicura, anzi “ci” rassicura dicendo: “Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!” (Lc 12, 7). Dinanzi alle persecuzioni, il cristiano non teme, perché sa di essere nelle mani di Dio, sa che il male non ha l’ultima parola, perché unico Signore del mondo e della vita è Cristo, il Verbo di Dio incarnato, che ci ha amati sino a sacrificare se stesso, morendo sulla croce per la nostra salvezza. Più cresciamo in questa intimità con Dio, impregnata di amore, più facilmente vinciamo ogni forma di paura.